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domenica, 29 maggio 2005 Non è per sempre i Tre Faggi Osteria tipica Strada per Teodorano 27, Meldola (FC) Tel. 0543.497054. Chiuso martedì Il posto: Tipica osteria di campagna, non plus ultra delle osterie fuoriporta. Rustica, intima, ospitale, a misura d’uomo. Il posto è sempre quello. Sospiro di sollievo. Cosa si mangia: Poi sbuffo, sconsolato. Il menù è ora più limitato, sono spariti i tortelloni al tartufo e noci ed anche i secondi non sono più loro. Gli antipasti si difendono, ma la qualità è lievemente inferiore a quella di una volta. Chi ci ha servito: Anche il servizio, una volta squisitamente familiare, ora è più formale. C’è una camerierina che si deve far ripetere le ordinazioni due volte, poi una ragazzo fresco di scuola alberghiera e con una giaccia di due taglie più grande che fa tanta tenerezza… Quanto si spende: Si spende di più, ma ci sta. Era circa un anno che non ci venivo più ed i prezzi sono aumentati più o meno ovunque. Ma resta la sensazione che non sia più un posto dai prezzi medio-bassi. Mi è piaciuto: Gli antipasti sono ancora buoni. Ed il locale è sempre carino. Non mi è piaciuto: La tagliata era piuttosto cruda (quando avevamo specificato di gradire una cottura media) e dopo 2 minuti che era in tavola era già fredda. Mangiare carne cruda e fredda non è mai stata una mia grande passione. Il mio giudizio: Non è più lei, l’osteria Tre Faggi. Certo, non si mangia male, ma non è più lei. O forse sono io che invecchio e comincio a brontolare e lamentarmi a sproposito. Mah…
Nella foto: la mia reazione nell'apprendere dei recenti cambiamenti all'Osteria Tre Faggi... By: Klaudio | 12:17 | commenti (3) mercoledì, 25 maggio 2005 Frittatona di cipolle, birra ghiacciata e... Come mancare ad un evento del genere? (giusto se vi telefona il rag. Filini per invitarvi alla proiezione di un film cecoslovacco. Ma con i sottotitoli in tedesco, ovviamente). By: Klaudio | 00:46 | commenti (9) sabato, 21 maggio 2005 Jesus and St.Anthony Chain
Nel ringraziare il buon Suzuki per avermi offerto la possibilità di partecipare a quest’opera fondamentale, colgo l’occasione per dire che generalmente odio la catene, che siano di Sant’Antonio o intitolate a chiunque altro. Per di più, il mio umile blog si occupa di solito di questioni mangerecce. Ma siccome non è cortese rifiutare gli inviti eccomi qua a darvi in pasto alcuni tra i miei più intimi segreti. Ah, accontentatevi di queste poche righe concise, che è già un miracolo che abbia trovato il tempo di scriverle (devo scrivere per una rivista, per un sito internet, ho una gratificantissima attività di tutorato da gestire e perfino un lavoro da ingegnere che devo iniziare. Ah, devo preparare pure l’esame di stato per l’abilitazione alla professione. Tenuto conto che voglio dedicare qualche ora della mia vita alla morosa, mi restano giusto un paio d’ore al giorno per dormire)… Comunque:
1. Volume totale dei file musicali: 3,1 giga di file mp3 (su 11,6 giga totali di hardisco, si badi bene) che stazionano sul mio preistorico pc da tempo immemore. C’è tuttavia un lento ma regolare ricambio, dato che ogni tanto masterizzo e riscarico qualcosa di nuovo. Ma l’attività di aggiornamento musicale langue, per le ragioni sopra elencate. Un tempo rifornivo amici e conoscenti di cd e cassettine, ora mi dedico all’ascolto solitario. Me tapino. 2. L'ultimo CD che hai comprato: “Am I the same girl” di Dusty Springfield, raccolta economica della cantante albionica pagata l’esorbitante somma di 5 euro. E’ della Spectrum, una specie di sottomarca della Mercury e quindi della Universal. Insomma, son sempre soldi che vanno nelle casse di qualche multinazionale. Mi deprime sempre un po’, ma mi solleva il pensiero che da giovincello facevo di peggio. E poi mi chiedo sempre se, magari tra trent’anni, si troveranno raccolte analoghe di Bjork o dei R.E.M. svendute ad un paio di euro… 3. Canzone che stai suonando ora: “Almost forgot myself” dei Doves, per il semplice motivo che è l’ultimo cd che staziona nella mia autoradio. L’auto è ormai l’unico luogo dei miei ascolti musicali, che tra l’altro devo condividere con le passioni musicali della morosa (stendiamo un velo pietoso su questo argomento. Anche se Dusty Springfield dovrebbe piacerle. Spero.) 4. Cinque canzoni che ultimamente ascolto spesso: Premessa: non sono le mie canzoni preferite di tutti i tempi ma semplicemente quelle che in questi giorni raggiungono più spesso i miei padiglioni auricolari… La novità: “Speed of sound” dei Coldplay. Mi piace un sacco, probabilmente perché profuma (chi ha detto puzza?) di rock anni ’80 tra Eco & gli Uomini Coniglio e gli U2 del periodo “Unforgettable Fire”… Che volete, sono cresciuto con quelle robe… L’usato quasi nuovo: “Drunk tank” dal primo disco dei Tindersticks. Scoperto con qualche anno di colpevole ritardo, è un disco della madonna. 21 pezzi uno più bello dell’altro tra i quali scelgo a caso questo, sicuro di scegliere comunque bene. Il classicone: “Complete control” dei Clash. Perché è bellissima e perché apre “From here to eternity" che ho rispolverato da qualche giorno. Sull’autoradio fa un figurone ed ora che fa caldo posso contrastare i birri che girano con i finestrini aperti e l’unz unz a palla. L’inaspettato: “Stop me” dei Planet Funk. Oh, a me piace. E’ elettronica da classifica, passa negli spot televisivi e, orrore, si può pure ballare. Ma ha una sua grazia. Ho pure il primo disco dei Planet Funk e non mi vergogno di dire che all’epoca mi piacque assai. La vergogna: “Shiver” di Natalie Imbruglia. Eccola qui invece, la vergogna. L’altro giorno, al lavoro, questa canzoncina insulsa è passata per radio ben 6 volte e dopo un bombardamento del genere come fai a non canticchiarla? Anche perché: a) si chiama come un pezzo dei Coldplay, b) assomiglia spudoratamente ad un pezzo dei Coldplay, c) lei è una gran topa. 5. Persone a cui passo il testimone: Io queste cose le odio. Non vorrei coinvolgere altri sventurati in queste pratiche e tenuto conto che i pochi con cui intrattengo rapporti hanno già dato a loro volta… mi vedo costretto a far morire questa catena, attirando sul mio capo anni e anni di sfighe. Anzi no, per salvarmi in corner passo la palla al buon Raccoss (perdonami, sei il primo che m’è venuto in mente)
Che ci crediate o meno, questa è la prima foto che oggi Gùgol mi ha restituito dopo la ricerca della parola "catena"... Oh, nessuno che mi recapiti mai un invito per una catena del genere... By: Klaudio | 18:40 | commenti (4) martedì, 10 maggio 2005 Speciale Firenze - 5 Armonie del Chianti Via di Fabbiolle 66, Impruneta (FI). Tel. 055214756
Ed eccoci finalmente all’ultima puntata della nostra trasferta fiorentina. C’ho messo un po’ a scriverne, dato che ancora oggi provo sentimenti contrastanti nei confronti di questo posto. Per carità, Firenze e magnifica e non si discute, tuttavia la nostra “base” fiorentina ci ha riservato qualche luce e qualche ombra. Un po’ come quando di notte ti alzi assetato e ti dirigi verso il frigorifero senza accendere la luce, tanto la luce del lampione che filtra dalla tapparella è più che sufficiente… e invece no, c’è sempre qualche spigolo in agguato pronto a stamparsi sulla tua fronte.
Il posto: il Bed&Breakfast “Armonie del Chianti” ha già un nome che potrebbe starmi tranquillamente sui maroni, il tipico nome che pare messo lì per abbindolare i turisti, preferibilmente anglosassoni. Invece un bel sito internet e le rassicurazioni della padrona ci hanno fatto ricredere: prenotiamo per due notti, indi partiamo alla volta di Impruneta, a due passi fuori Firenze in direzione Siena. Arriviamo leggermente in ritardo, causa indicazioni stradali diaboliche che ti spingono a girarti in lungo e in largo il pur bellissimo Chianti. Una volta giunti a Impruneta ecco che si rivela una vera e propria impresa trovare la via del Bed&Breakfast: imboscatissima, stretta, scende subito nascondendosi dietro alla spalla di un ponte. Qualche curva, un po’ di saliscendi ed eccoci: vecchio casolare ristrutturato di fresco, ti aspetteresti di trovarti ancora i muratori nella doccia. Ma è davvero bello, tutto nuovo e con tanto di parcheggio privato di fronte al casolare, chiuso con sbarra automatica di cui ci viene prontamente fornito il telecomando. La Camera : anche questa nuova, con un bel letto, ben arredata, piacevole stile rustico, pietra a vista alle pareti, tv in camera, bagno pulito e moderno. Ma il bagno è anche microscopico, la tv non prende un canale che sia uno, tra le pietre del muro scorrazza qualche animaletto molesto. E soprattutto la camera si rivela, dopo le 22, una vera e propria ghiacciaia. Un freddo porco, che abbiamo combattuto lasciando aperta la porta del bagno e sfruttando così anche il termosifone ivi posizionato, più doppia razione di piumone sul letto. La morosa, amante del calduccio, se l’è goduta alla grande. Io, che al mattino tendo sempre ad avere caldo tra le coperte, ho sofferto come un cane… Cosa si mangia? Nulla. E qui sta la fregatura n.1: i ragazzi non sanno nulla della colazione promessaci come “compresa nel prezzo”. Ma appena leggono il disappunto sulle nostre facce (e capiscono che la caparra anticipata comprendeva anche la colazione) ci assicurano che per la sera ci faranno trovare una colazione “preconfezionata” al nostro ritorno in camera. Effettivamente al nostro ritorno dopo cena troviamo sul tavolino della camera un bel vassoio con: latte uht, succo di frutta, scatolette monodose di burro, marmellata, zucchero, nutella, confezioni di brioches, cracker, thè. Più un bollitore elettrico per scaldare l’acqua. Tutto l’occorrente per un perfetto pic-nic. Peccato che siamo in un bed & breakfast… Quanto si spende? 78 euri a cranio per due giorni. Prezzo nella media degli alberghi/agriturismo/affittacamere dell’area fiorentina. Giustificato dalla bellezza del posto ma che non ammette carenze come la colazione mancante e le pecche riscontrate nella camera.
Nelle foto: due cose che vi saranno utilissime tra le amene colline del Chianti (e che vi conviene portare da casa, non si sa mai)... By: Klaudio | 19:11 | commenti (6) martedì, 03 maggio 2005 Io e l'assenzio. Ovvero: come mi sedetti a tavola per mangiare e mi ritrovai dedito ai vizi dei poeti maledetti... Ho scritto un'altra cosuccia sul mio ritorno all'Antica Osteria. Ne avevo già parlato qualche tempo fa ma il locale meritava un'altra visita (non è vero. Ho trovato chiusa la Locanda del Gambero Rosso e questo è solo un ripiego frettoloso ma ho comunque mangiato bene ed ho scoperto la droga cara a Rimbaud, quindi fate finta di non aver letto questa parentesi. Che fate, state ancora leggendo? Allora andate qui...) Nella foto: la celeberrima opera di Degas, "L'assenzio". In realtà io di pittura non capisco nulla, era solo per dare un certo tono al blog... |