[KlaBlòg]
Recensioni di un affamato cronico. Perchè la vita è bella, ma a pancia piena è ancora meglio.
 



Lo so che non centra niente, ma mi trovate anche qui...
Tetto&Pareti



il giudizio... Basta guardare quante faccine ci sono di fianco al nome del locale. Tante faccine sorridenti significano che si mangia bene. Poi ci possono essere faccine incavolate, imbronciate o dubbiose che specificano meglio alcune caratteristiche del locale.


Novembre 2003
Elvezia (FC)***
Aralya (RA)***
Osteria Amici Miei (FC)***
La Cantina di Via Firenze (FC)****
Osteria Tre Faggi (FC)****
Il Giardinetto (FC)**
Fang Hua (FC)**

Dicembre 2003
Le 4 Stagioni (FC)***
La Lampara (FC)****
L'Insonnia (FC)***
Vecchia Forlì (FC)**

Gennaio 2004
Rosa dei Venti (FC)***
Il Portico (FC)***
Lumira (FC)***
Osteria Michiletta (FC)****
Agriturismo Acero Rosso (FC)****
Caffè della Loggia (RA)**
Immattimento Anni '30 (FC)****

Febbraio 2004
La Terrazza (FC)###
Il Grottino (AN)***
Casa Bianca (AN)*
Eugenio (AN)**
Antica Taverna del Monte (AN)**
Da Marino (AN)***
Giustina (AN)**
Mafalda (AN)***
Osteria del Gran Fritto (FC)****

Marzo 2004
Osteria Montecodruzzo (FC)****
Trattoria Gattara (PU)****
Agriturismo il Ciliegio (FC)***
Rio Eremo (FC)***
Osteria del Mercato (RA)**
Osteria del Vizio (RN)****

Aprile 2004
Osteria del Borgo
da Fischio (FC)***
Ristorante dei Cantoni (FC)****
Ristorante Pacini (RN)***
Da Carlo (RN)***
San Martino (RA)****
Osteria del Quartino (RN)***

Maggio 2004
Osteria San Romualdo (RA)***
Giorgio (FC)**
Da Elena (FC)***
Marianaza (RA)****

Giugno 2004
Umberto (VR)###
Trattoria Belvedere (TN)***
Trattoria Al Volt (TN)****
La Bottega del Vino (VR)**
Alla Fassa (VR)*****
Clan Pavì (FC)***
Boulevard Cafè (FC)**
Cerina (FC)***

Luglio 2004
Ristorante Paguro (FC)****
Trattoria Cubana (RA)***

Agosto 2004
Aggiornamenti vari
Sauro & Lorella (FC)***

Settembre 2004
il Cenacolo (FG)****
Vecchia Peschici (FG)**
Al Barone (FG)***
Osteria degli Archi (FG)****
Antica Piazzetta (FG)***

Ottobre 2004
Antica Osteria (FC)***
Osteria di Mirecul (FC)****
Casa Zanni (RN)***
Anita 1902 (RA)***

Novembre 2004
Osteria dei Frati (FC)****
Osteria de Borg (RN)*

Dicembre 2004
Tempo Divino (RN)???
La Rocca (FC)**
El Paso (FC)**
Casa Romagna (FC)***

Gennaio 2005
B&B il Vado (FI)****
Caffè Zampanò (FC)***
Spizzico (BO)#

Febbraio 2005
Osteria del Gallo (FC)***
Osteria degli Usignoli (FC)**
Ristorante Fortuna (FC)*

Marzo 2005
al Tranvai (FI)****

Aprile 2005
il Latini (FI)****
Ruggero (FI)***
Marione (FI)**

Maggio 2005
B&B Armonie del Chianti (FI)**
i Tre Faggi (new) (FC)**

Settembre 2005
il Sasso (AR)*****
Baldaccio (AR)*
Cantina del Granduca (AR)****

Novembre 2005
La Torre di Gnicche(AR)****
Belvedere(AR)***
Bengodi (SI)****










Il sito de L'Altra Romagna


Il sacro testo...

Il sito di Slow Food





sabato, 19 febbraio 2005

Alla faccia dello SlowFood

Ristorante Fortuna    

Ristorante cinese, take away (cinese, ovviamente)

Via Cavalcavia 34, Cesena. Tel. 0547.27707 

Siamo a Cesena. Io e la morosa. Come spesso capita. Abbiamo abbastanza fame. Ci andrebbe qualcosa di diverso dal solito. Optiamo per il classico cinese. Scegliamo il ristorante Fortuna.

Il posto: Ingresso fastoso, legno intarsiato, vetri, specchi, acquari, italiano incerto. “Quanti siete? Due? Tavolo in fondo, plego”. Insopportabile nenia cinese in sottofondo dalle casse. Bambini cinesi che giocano davanti al bancone. Ovviamente.

Il posto: Ingresso fastoso, legno intarsiato, vetri, specchi, acquari, italiano incerto. “Quanti siete? Due? Tavolo in fondo, plego”. Insopportabile nenia cinese in sottofondo dalle casse. Bambini cinesi che giocano davanti al bancone. Ovviamente.

Cosa si mangia? Involtini. Ravioli. Riso cantonese e non. Spaghetti. Curry. Soia. Bambù. Pollo. Manzo in agrodolce e non.  Ovviamente.

Chi ci ha servito? Via vai di cinesi indaffarati. Tutte donne. Gentili. Sbrigative. Veloci. Efficienti. Ovviamente.
Quanto si spende?  Una cifra ridicola. Irrisoria. Sotto i 12 euro. 

Mi è piaciuto: Mah… 

Non mi è piaciuto: Beh… 

Il mio giudizio: Mangiare, bere, pagare. Grappa di riso, se proprio insisti. Digerire a casa tua. Molto piacere, tanti saluti.

 

Nella foto: Cinesi che si abbuffano... Maledetti cinesi, operosi ed instancabili. In 30 minuti scarsi siamo entrati, abbiamo mangiato, abbiamo pagato e siamo usciti. La filosofia della ristorazione orientale è più simile al McDonalds che alla SlowFood.

Se anche la loro espansione industriale ed economica avanza con questa velocità ed efficienza, tra qualche anno saremo noi ad aprire trattorie a Pechino, altro che ristoranti cinesi a Cesena.

By: Klaudio | 12:03 | commenti (24)

domenica, 13 febbraio 2005

Pugnette, non fatti.

Osteria degli Usignoli   

Ristorante, osteria.   

Via Roversano 3388, Mulino Cento di Cesena (FC).

Tel.0547 662000   

www.osteriadegliusignoli.com                                                                                                                             

L’Italia è un paese fantastico. Gli italiani sono per definizione guasconi, simpatici, estroversi, fantasiosi. Talmente fantasiosi che sono riusciti ad eleggersi un presidente del consiglio che sistematicamente li mena per il naso con tale tracotanza che probabilmente riesce pure a far credere loro di raccontare la verità.

Una delle ultime trovate del suddetto presidente è che la crisi (economica, dei consumi e quant’altro) non esiste. La gente non arriva alla proverbiale quarta settimana con il proprio stipendio; tuttavia il paese è in ripresa, la produzione è su buoni livelli, in poche parole la crisi non esiste. Sinceramente, andando una sera a cena all’Osteria degli Usignoli si sarebbe perfino tentati di credere che il presidente del consiglio abbia ragione

Il posto: L’Osteria degli Usignoli è a circa tre kilometri fuori dal centro abitato di Cesena, lungo la bella strada che costeggia il fiume Savio e sale fino alla frazioncina di Roversano. Sulla strada si nota solo l’insegna, nemmeno troppo invadente. Si scende lungo il vialetto e si arriva nel parcheggio. L’edificio che ospita l’Osteria è un vecchio mulino risalente a qualche secolo fa, ristrutturato e con scarse tracce della costruzione originaria.

Io e la morosa arriviamo di sera; il locale fa subito un’ottima impressione: luce soffusa, grande dispiegamento di candele, pareti con muratura a vista, drappi che qua e là coprono le travi del soffitto. Oserei dire persino romantico.

Ci sono anche una tavernetta sotterranea con tre o quattro tavoli (mooolto intima) ed una bella veranda sul lungofiume, ora deserta per ovvi motivi legati alla stagione.  Ci sediamo nella saletta riservata ai non fumatori  che risulta separata dalla sala fumatori da... una porta spalancata. Ma non ci sono problemi, la gente si rivela più intelligente di quello che sembra ed alla fine risulta più affollata la saletta non fumatori che l’altra (ora ovviamente il problema non si presenta più. Eh eh eh…). A parte il caldo africano che regna nel locale, il tavolino dalle dimensioni lillipuziane con candela incorporata si rivela accogliente e comodo.
Cosa si mangia 
Ci viene offerto un piccolo stuzzichino che ci fa temere il peggio: due quadretti di frittatina di erbe e 4 o 5 tristissimi cetriolini. La frittatina non è nemmeno male, sui cetrioli soprassediamo. Fortunatamente il  menù è ben altra cosa: elegante, con un numero ragionato di proposte. Ci sono 5 o 6 piatti fissi sia per gli antipasti che per i primi e secondi, poi alcune proposte che variano “ogni 30 giorni”, almeno a detta del menù. Tra questi scegliamo gli invitanti crostini misti che ci sono appena passati sotto il naso diretti ad un’altro tavolo. Quando arrivano anche a noi è una vera festa: gustosi, molto vari e soprattutto super abbondanti! Praticamente la fettina di pane scompariva sotto il carico di pomodori, mozzarelle, verdure, patè di olive e funghi e quant’altro. Davvero buoni. Saremmo praticamente già pieni ma non ci perdiamo d’animo. La morosa ordina “Il filetto di manzo all’olio e rucola”; io per stare leggero passo direttamente a “La polenta con bocconcini di cinghiale”. Proprio così, il nome delle pietanze ha l’articolo davanti... Visto il posto, l’atmosfera e l’articolo davanti al nome, temevo che mi arrivasse un piattino con un pezzetto di cinghiale rachitico contornato da una fettina di polenta. Invece mi si presenta un signor piatto: un bel letto di polenta ricoperto da una più che discreta quantità di cinghiale in salmì, molto saporito e davvero buono. Forse un po’ troppo saporito... Cerchiamo di placare la sete con l’acqua ed il quartino di Sangiovese della casa che abbiamo preferito alle esorbitanti proposte della carta dei vini. L’acqua svolge egregiamente la sua funzione, mentre il vino è in realtà un liquido rosso che si fregia indegnamente del nome di Sangiovese. Orrendo. Quasi imbevibile.

Ci fermiamo qui, a parte un paio di digestivi: il canonico limoncello per la morosa, una Prime Uve bianca per me.

Chi ci ha servito?  Personale attento, ma con un paio di cameriere di quelle che quando ti portano i piatti hanno una faccia che sembra dire: “Ok, faccio la cameriera solo nei weekend. E allora? Problemi?”. Immaginatevi la cortesia... 

Quanto si spende? La spesa è adeguata all’atmosfera ricercata ed alla cucina che (vorrebbe essere) sopra la media: 28,5 euro a testa per un antipasto, un secondo e un quartino di (pessimo) vino della casa. Con il digestivo ma senza dessert. Insomma...  

Mi è piaciuto:  L’atmosfera del locale, rilassata e coinvolgente. Ed i crostini. Con una piatto di crostini ci si riempie già quasi a sufficienza. Ma la cosa più bella del locale è nientepopodimeno che la toilette. Piccola ma pulitissima, con rivestimento in acciaio e piastrelle nere, legno e ceramica. Piante e specchi alle pareti, musica di sottofondo mentre si fanno i propri bisogni. Il tutto in circa tre metri quadrati complessivi. Spettacolare.

Non mi è piaciuto: Su tutti il Sangiovese, vergognoso. Se proprio si vogliono dare un tono sarebbe meglio che escludessero il vino della casa dalla carta e proponessero qualche vino al calice…

Poi l’eccessiva freddezza del servizio, oltretutto nemmeno di alto livello. Altro elemento inquietante: nella sala dove ceniamo è appesa una gabbia con un uccello dai colori sgargianti che ogni tanto comincia a fischiettare allegramente ed insistentemente. Nonostante la predominanza di verde e giallo non è sicuramente un pappagallo ma nemmeno pare un usignolo. Se l’osteria prende il nome da lui, allora poteva anche chiamarsi “Osteria dello Strano Volatile Rompimaroni”.
Il mio giudizio: Il posto è bello, non si discute. Magari non bellissimo (sinceramente dall’esterno si fatica a cogliere l’architettura del tanto decantato mulino ristrutturato), ma fa la sua figura. Sicuramente d’effetto per una cenetta a due. E si mangia bene, in fin dei conti. Anche se… Anche se i piatti sono saporiti, troppo saporiti. E troppo d’effetto. La mia impressione è che la cucina sia oltremodo speziata e saporita, quasi che con un tocco di sale & pepe in più si possa sopperire alla (magari) non eccelsa qualità degli ingredienti e ingannando l’avventore con candele e drappi colorati, impedendogli di notare altre magagne (difficilmente il cinghiale era stato cacciato un paio di giorni prima, l’olio con cui era stato condito il filetto non era di qualità eccelsa, per non parlare del Sangiovese imbevibile: perché la carta lo prevede se poi è indecente? Allora proponete solo vini in bottiglia!). Insomma: siamo usciti sicuramente a pancia piena ma con la sgradevole impressione di aver partecipato alla “rappresentazione” di una cena, dove ciò che contava era tutto il contorno ma non la sostanza delle cose.

Un’ultima occhiata al parcheggio del locale mi inquieta: c’è la crisi, l’inflazione galoppa, le spese aumentano e gli stipendi no… ma come mai l’auto più modesta (a parte la mia) era una Golf? Per il resto pareva di essere nel cortile di un importatore di auto tedesche: Audi A6, Bmw Xqualcosa, Mercedes di ogni tipo e dimensione. La mia povera 206 sarà stata scambiata per l’auto di un cameriere… Evidentemente ha ragione il nostro premier: la crisi non c’è.

Anche queste considerazioni mi hanno fatto pensare che all’Osteria degli Usignoli alla fin fine non si mangia male ma nemmeno benissimo. Non è elegante ma nemmeno proletario. Non ci si trova male ma non mi viene voglia di tornarci. Forse, semplicemente, non è il locale adatto a me.

Nella foto che accompagna il post: un usignolo, quello vero. Non quello strano volatile appeso in gabbia all'interno dell'osteria. L'usignolo mi sta molto più simpatico. E probabilmente è anche più proletario. E forse anche un po comunista..

By: Klaudio | 13:53 | commenti (7)

giovedì, 10 febbraio 2005

Ed invece…

Osteria del Gallo  

Ristorante - Osteria tipica 

Via Guidoni 19, Savignano sul Rubiconde (FC)

Tel.0541.945372.  Chiuso il martedì. 

 www.bongusto.it/osteriadelgallo/


Savignano sul Rubiconde è una cittadina romagnola. Una tipica cittadina romagnola. Anzi, volendo è leggermente più famosa delle altre perché è attraversata dal quel fiume Rubicone sulle cui sponde Cesare (nella foto: un suo intenso primo piano) trasse il celeberrimo dado. Nonostante questo, io non ho mai frequentato Savignano. Ma neanche di striscio. Ci sono passato ogni tanto (è sulla Via Emilia, da 2000 anni principale asse di comunicazione regionale) ma non l’ho mai visitata. Non conosco nessuno che ci abiti. Non ho mai avuto a che fare con nessuno di Savignano. Forse per questo avevo questa vaga idea preconcetta che a Savignano manco sapessero far da mangiare. E invece…

Il posto: E invece una bella sera incappiamo in questa Osteria del Gallo. Per caso, quasi. Sulla via Emilia è segnalata con un cartello giallo fosforescente e poi da un’insegna al neon che propaganda la paella della domenica sera. Un po’ come nelle peggiori pizzerie, insomma. Ed invece, una volta addentrati nei vicoletti adiacenti, troviamo questo posticino d’altri tempi. La porta è illuminata da gioiose lucine di Natale, poi si entra in un piccolo tinello tappezzato da articoli e riviste che spendono belle parole per il locale. Evidentemente da queste parti ci tengono… Si entra nel locale vero e proprio e l’arredamento è classico ma caldo, con bella profusione di legno. E’ un po’ buio, a dire il vero. Tanto che ci accomodiamo nella seconda sala: una veranda chiusa, meno elegante ma molto più luminosa e piacevole. 

Cosa si mangia? Gran bel menù, con pesce e carne e davvero tanta roba. Ci vorrebbe mezz’ora per leggerselo tutto e valutare cosa prendere (ci sono anche menù speciali di pesce. E di carne. E la già citata paella). Prendiamo l’antipasto misto dell’oste. Il cameriere ce lo descrive come un elaborato tagliere con tutto quello che propone il cuoco in giornata. Potrebbe essere uno scrigno di delizie così come un’accozzaglia di avanzi della cucina. Rischiamo e ci va bene. Salumi, involtini, formaggi, crostini e spettacolare pane fatto in casa con salsa al pomodoro. Passiamo poi ad un bel cinghiale in salmì con polenta (per me, ovviamente, tanto per stare leggero) e bocconcini di vitello con verdure per la morosa. Tutto ottimo e soprattutto abbondante. Chiudiamo con un dessert di crema e frutti di bosco. A dire il vero lo ordina la morosa ed io faccio finta di essere sazio. Ed invece….
Chi ci ha servito
?  Ed invece il cameriere mi recapita gentilmente un piattino di biscottini con tanto di miniporzione di Nutella. Che abbia capito che sono una fogna? 
Il servizio è affidato a due sole persone: il proprietario, che si premura spesso di chiedere se è tutto ok, ed il suddetto cameriere, dai modi molto effettati. Io penso che sia molto professionale e gentile. La morosa sostiene che sia vagamente gay. Diversi punti di vista… Comunque servizio ottimo e veloce. Un piacevole valore aggiunto che sarebbe bello trovare ovunque. Ed invece…  

Quanto si spende?  Ed invece qui lo trovi ma lo paghi pure. Due euro di coperto a testa… In totale 45 euro in due. Cifra discretamente onesta. Ma i 4 euro di coperto non mi vanno giù. 

Mi è piaciuto: Si mangia bene, indubbiamente. Ed il servizio è all’altezza della situazione. Il bagno, poi, è commovente: tutto ricoperto di piastrelline verdi, il lavandino ha i rubinetti separati per l’acqua calda e fredda, c’è un tavolino per la toeletta in ferro battuto e ripiano di marmo come quello della nonna. Bellissimo. E pulitissimo. Avrei mangiato lì dentro. Ed invece… 

Non mi è piaciuto:  Ed invece meglio non sostare troppo in bagno. La temperatura è di circa 45 gradi e si soffoca. Inoltre la finestrella del bagno da direttamente sulla veranda coperta (che una volta era aperta, evidentemente) e quindi non si può nemmeno aprire. Mah… 

Il mio giudizio:  Probabilmente torneremo a provare la paella. Il posto merita. In fin dei conti, Cesare non si sarà fermato qui mica per niente… Insomma, usciamo sazi e felici (che è la cosa più bella che possa capitare quando si esce a cena). Sarà per questo che il Gallo mi ha fatto rivalutare Savignano ed i savignanesi. Sarà che non ci avrei scommesso un centesimo… Ed invece…

Nella foto: Vincent Gallo, in un altro intenso primo piano. No, è che cercando "Gallo" su Google saltano fuori parecchie sue immagini e nessuna dell'osteria in questione. E poi Vincent m'è sempre stato simpatico. Sarà la faccia un po' così... E comunque mi sta più simpatico di Cesare, dai... Per lo meno al liceo non ho mai dovuto tradurre pallosissime versioni latine di Vincent Gallo. Anzi, a pensarci bene, Cesare aveva pure il dente avvelenato con i Galli. E quindi io sto dalla parte di Vincent, ci mancherebbe. Che centra tutto questo con l'osteria. Nulla, ovviamente.

By: Klaudio | 00:41 | commenti (4)