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mercoledì, 29 dicembre 2004 L’ottimo Primitivo Casa Romagna Enoteca, Wine bar, Bottega di prodotti tipici, Bar a fromage (eh?) Corte Dandini 3b/c, Cesena. Tel. 0547.613594
Mi spiego: può capitare che in pieno centro storico, sull’asse di Corso Garibaldi, si contino ben 7 locali (tra pub, discopub e bar) nel giro di 200 metri, che tutti siano affollatissimi, che se si voglia bere qualcosa tocca farlo in piedi ed in alcuni casi praticamente sulla strada davanti al locale. Insomma, caratteristiche tipiche della Milano Marittima dei bei tempi. Non è infatti un caso che i gestori di locali della cittadina rivierasca si lamentino dello scarso giro di affari attuale. Ma questo è un altro discorso. Per tornare alla questione di partenza, succede che attorno al Teatro Verdi (curioso ibrido a metà tra il bar, la discoteca ed il ristorante) si è sviluppato un vero e proprio quartiere del divertimento notturno. Ma a differenza di Milano Marittima, l’avventore tipico cesenate preferisce un sano bicchiere di Sangiovese piuttosto che l’ultimo grido in fatto di cocktail. Ed allora ecco il bar Caffeina, il bar caffè Zampanò, la “libreria con mescita” Nero su Bianco (altro ibrido mica male) e l’enoteca Casa Romagna. Il posto: Qui ci riversiamo verso le 23 di un sabato sera io, la morosa ed un paio di amici. Siamo satolli dopo una bella cena dalla vicina Michiletta ma, non paghi, varchiamo la soglia di questo locale (i motivi sono essenzialmente due: tutti gli altri locali sono stracolmi e fa decisamente troppo freddo per stazionare in mezzo alla strada). Il posto è contemporaneamente tante cose, forse troppe: bar, enoteca, wine bar, bottega, salumeria, formaggeria e pure “bar a fromage”. Il francesismo onestamente mi confonde e, da grosso ignorante quale sono, capisco solo dopo qualche quarto d’ora che è un locale con grande offerta di formaggi da abbinare ai vini. Siccome io odio il formaggio, la cosa non mi sconvolge più di tanto. Per il resto l’arredamento è tutto in legno, con pareti ricoperte di scaffali con bottiglie di vino, formaggi, confetture caserecce, salumi, biscotti, torte e chi più ne ha… Sembra una baita arredata da un montanaro molto goloso. Vicino all’ingresso c’è un bel banco per la vendita diretta, ma di sera il cuore del locale è la sala con i tavoli per la degustazione diretta dei prodotti ed il banco bar. Atmosfera soffusa e luci basse, odore di formaggi e salumi nell’aria. Veniamo accolti da un “oste” con tanto di grembiale. Cosa si mangia? La proposta è semplice: vini al calice, vini in bottiglia da andare a scegliere direttamente sugli scaffali, salumi e formaggi, ma anche tisane e cioccolate in tazza. Bello, devo dire. Noi abbiamo il gulasch con polenta della Michiletta che troneggia nei nostri stomaci e ci limitiamo al qualche calice di vino, affidandoci alle proposte dell’oste (tranne un amico che cerca di lenire i dolori della difficoltosa digestione con una tisana calda). Scartiamo l’idea dell’autoctono Sangiovese, anche perché ce ne siamo scolati parecchio a cena… Ci viene portato dell’ottimo Primitivo del Salento, buono sicuramente, ma che si taglia col coltello tanto è corposo. L’impressione è che se lo avessimo bevuto a stomaco vuoto avrebbe fatto grossi danni a degli ormai ex-alcolisti come noi. Fortunatamente gli strozzapreti con salsiccia e spinaci precedentemente assimilati evitano un disastroso impatto con i nostri intestini… Quanto si spende? Ecco le dolenti note. L’ottimo Primitivo ci viene a costare 8 euro al calice. Fate un po’ voi… Mi è piaciuto: Con l’ottimo Primitivo ci viene servito un invitante taglierino di sfiziosità con ciccioli, lardo e piadina, prosciutto e crostini. Bellissimo da vedere, anche buono; io però mi pappo solo un cicciolo perché sto scoppiando. Alla fine però mi faccio fuori i due biscottoni che accompagnano la tisana e che l’amico aveva sciaguratamente lasciato incustoditi. Non mi è piaciuto: Ca…pperi, 8 euro per un bicchiere di vino? Ma con due bicchieri di quell’ottimo Primitivo mi prendevo una bottiglia intera di Sangiovese Superiore e finivo di ubriacarmi… Tra l’altro sulla carta non ci sono i prezzi dei vini, né in bottiglia né al calice. C’è una lavagnetta per le proposte al calice del giorno, ma non c’è ombra di prezzi. Sono curioso di sapere i prezzi alla bottiglia (anche perché le bottiglie si possono direttamente acquistare e portar via, quindi i prezzi dovrebbero essere quelli di vendita, senza ricarichi). Mah… Tra l’altro, anche 2.5 euro per la tisana. Il mio giudizio: Il locale è bello, sotto Natale è cosparso di pacchi dono e cesti con ogni ben di dio che possono essere acquistati direttamente. C’è la giusta atmosfera, la sala è piacevolmente arredata e tutto il locale rappresenta una proposta intelligentemente diversa rispetto agli altri locali vicini. La proprietà fa capo alla famiglia Brancaleoni, la stessa che a Roncofreddo gestisce l’ottima Osteria dei Frati e produce in proprio formaggi e vini. Dunque una garanzia per quel che riguarda la genuinità dei prodotti e la loro provenienza. E’ il locale ideale per gustare prodotti tipici del territorio senza spostarsi dal centro di Cesena ed inerpicarsi sulle colline circostanti alla ricerca di sperdute osterie ed improbabili aziende vitivinicole (anche se spesso è proprio questa ricerca che da la sua bella soddisfazione, ma questi sono gusti personali). Tuttavia, quegli 8 euro non mi vanno giù. L’ottimo Primitivo era davvero buono, ma in qualsiasi altra enoteca cittadina nemmeno un calice di Brunello costa così tanto… Va bene il taglierino offerto con il vino, ma qui si taglieggia anche il cliente! (notare il raffinato giuoco di parole ed assonanze)…
Nella foto: Ecco suppergiù l'esatta quantità di Primitivo che pretenderei di portarmi a casa per la cifra di 8 euro, altro che un calice... Scherzi a parte, la gestione dell'enoteca Casa Romagna è la stessa dell'Osteria dei Frati di Roncofreddo, ovvero la famiglia Brancaleoni. Renato Brancaleoni è quel simpatico ometto con una bella pelata ed una vistosa barba che ogni tanto compare a "Gusto" su Canale5 in qualità di esperto di formaggi (di fossa e non). Questa è una garanzia per quel che riguarda le qualità dei prodotti offerti all'enoteca, così come accade alla spettacolare Osteria dei Frati. Purtroppo, i prezzi non si sono dimostrati altrettanto equi. By: Klaudio | 19:40 | commenti (4) sabato, 25 dicembre 2004 Fat Christmas Anche quest'anno è arrivato Natale. Anche quest'anno ho qualche dono sotto l'alberello. Anche quest'anno molti dei suddetti doni rientrano nella categoria gastronimico-alimentare. Anche quest'anno sarà un'impresa non mettere su qualche kilo di troppo. Sotto l'alberello fanno bella mostra di se, tra gli altri: due panettoni, un pandoro, un panettone senza canditi, un panettone prodotto artigianalmente, una confezione di cioccolatini, un panforte, una confezione di Viennesi Babbi (una delle cose più buone della terra), una bottiglia di Passito dei Colli Piacentini, una bottiglia di Sangiovese Superiore Riserva che fa 15,5 gradi alcolici e non so quando avrò il coraggio di bere... Tutta roba che mi dovrò mangiare io (con grande sacrificio, s'intende). Ed oggi si va in parenti, quindi l'elenco può solo aumentare.. Degli auguri di Natale non so che farmene, auguratemi piuttosto buona digestione...
Nella foto: Una che non ha grossi problemi di linea. In fondo anche questo è Natale. Un gran bel pezzo di Natale. By: Klaudio | 10:38 | commenti (4) martedì, 21 dicembre 2004 Nulla accade per caso El Paso Via Leonardo Da Vinci 39, Valverde di Cesenatico (FC) Tel. 0547.680927 Domenica mattina. Il risveglio è sempre un po’ traumatico, non sono più abituato a dormire così tanto. Mi alzo un po’ acciaccato, un indolenzimento muscolare che non capisco bene da cosa derivi. E siccome le disgrazie non arrivano mai sole, accendo la tv e mi becco la partita del Cervia in diretta su Italia1. Ovvero i Campioni: reality show assolutamente discutibile (come tutti i reality, del resto) ma con un briciolo di fascino. O almeno per me, visto che la maggior parte delle squadre del girone del Cervia sono delle mie parti. Sopporto per qualche decina di minuti il faccione trasfigurato dalla tensione di Ciccio Graziani, poi basta, esercito il mio diritto di telespettatore munito di telecomando e mi do allo zapping. La giornata proseguirà poi tranquillamente, fino a sera. Per motivi che non sto a spiegare sono in zona Cesenatico ed io e la morosa decidiamo che non abbiamo voglia di fare tanta strada e prenotiamo telefonicamente all’El Paso, affollato ristorantone-pizzeria di Valverde, appena fuori Cesenatico. Il posto: Il locale fino a qualche anno fa era uno di quei posti in stile tex-mex dove si festeggiavano addii al celibato, ballando sui tavoli al ritmo dei Village People e simili. Ora (fortunatamente, aggiungo io) s’è riconvertito ad un più tranquillo ristorante con pizzeria annessa. Niente di clamoroso: il classico ristorante da grandi numeri, con menù di pesce, carne e vasta scelta di pizze. La serata parte subito male. Come detto, abbiamo prenotato telefonicamente un paio di ore prima, per evitare il caos della domenica sera. Arriviamo alle 21, e c’è la fila. Baldanzoso, mi avvicino a colui che ha tutto l’aspetto del proprietario e gli dico che abbiamo prenotato. Lui non si scompone e gentilmente mi fa cenno di aspettare. Intuiamo che tutti quelli che sono in file in realtà hanno prenotato, esattamente come noi. Morale della storia: aspettiamo 20 minuti per sederci, nonostante la prenotazione. E questa è forse la cosa che più mi fa incazzare quando esco a cena (di peggio c’è solo il pollice del cameriere nel piatto). Non ce ne siamo andati solo perché a quell’ora, a Cesenatico, difficilmente avremmo trovato un altro posto. Per quel che abbiamo mangiato, ecco la fredda cronaca: menù degustazione di pesce da 28 euro, comprensivo di antipasto freddo accompagnato da salse e schiacciatina calda (buono), spaghetti allo scoglio (sufficienti), fritto misto (decente), sorbetto (ottimo), dolce di semifreddo agli amaretti (buono), limoncello annacquato e decoroso liquore alla liquirizia. Più acqua e 0.75 di frizzantino della casa. Mi è piaciuto: Diciamo il prezzo, via. Anche se forse s’è già capito che il locale non mi ha esaltato… Il mio giudizio: Insomma, io non ci torno. Già il nome orrendo del locale (El Paso mi fa venire in mente immagini tipo John Wayne che cavalca nella prateria) e la sua fama di ristorante turistico dovevano scoraggiarci. Ma no, io e la morosa siamo troppo buoni e vogliamo dare una chance a tutti. Non abbiamo mangiato male; in definitiva è il classico ristorante con proposta culinaria per turisti/comitive/famiglie. Ma doverti abbuffare in fretta perché attorno a te il locale è ormai vuoto ed hanno praticamente cominciato a fare le pulizie… Beh, non so voi ma a me mette un certo nervosismo, soprattutto considerato che siamo arrivati alle 21 ed abbiamo cominciato a mangiare solo alle 22… E meno male che non ci hanno messo fretta. Merito soprattutto di DeZan. Proprio lui, il Davide DeZan brizzolato giornalista Mediaset dislocato a Milano Marittima per seguire le imprese dei Campioni. Alle 23:30 il figlio del mitologico Adriano fa il suo ingresso nel locale ormai vuoto (in compagnia di una discreta bionda) si accomoda ed ordina un paio di pizze. Al di là dello strano effetto che mi ha fatto sentire la sua voce (che generalmente associo a calciatori scarsi e ciclisti dopati) discutere di pomodorini e mozzarella di bufala col cameriere, probabilmente è merito della sua cena tardiva se i camerieri hanno sopportato anche me e la morosa fino alle 00:30, ora in cui siamo usciti dal locale. Insomma, mi sveglio con i Campioni e concludo la giornata in compagnia del loro cronista e cantore. Il cerchio s’è chiuso. Tutto torna. Quale oscuro disegno si cela dietro tutto ciò? Alla prossima, va…
Nella foto: uno che aveva trovato il modo di farsi rispettare, a El Paso...
By: Klaudio | 23:52 | commenti (5) martedì, 14 dicembre 2004 Ben Harper non m’è mai piaciuto La Rocca Ristorante - Pizzeria Viale Mazzoni 14, Cesena. Tel 0547.22469 Non so perché. Ma Ben Harper non l’ho mai sopportato. Beh, non è che l’ascolto di un suo disco mi faccia venire l’orticaria. Semplicemente non mi accende, non mi esalta. E dire che avrebbe tutte le carte in regola per piacermi: suona una miscela di rock e blues molto orecchiabile, ha un’immagine piuttosto alternativa… O forse è proprio per questi motivi? Magari se ci mettesse più soul in quello che suona… Se “sporcasse” di più il suo blues… Fatto sta che non ho mai avuto lo stimolo sufficiente per comprare un suo disco. Ed ora mi ritrovo fra le mani l’ultimo, “There Will Be a Light”, quello con i fondamentalisti del gospel Blind Boys of Alabama. Gentilmente offerto da uno dei due amici con i quali mi ritrovo una sera a mangiare la classica pizza tra amici (appunto. Per il resto del post prometto di bandire la parola “amici”). Il posto: Il luogo prescelto è la pizzeria La Rocca a Cesena. Anche qui non ero mai stato, come per Ben Harper è un luogo tutto da scoprire per me. Anche se si fa presto a scoprirlo: La Rocca è un locale piccolo, dall’aspetto intimo e raccolto. Pochi tavoli al pianterreno ed una saletta al piano superiore. Arredamento classico da pizzeria ma almeno non si scade in particolari eccessivi come le pareti color salmone o le lampade attorcigliate che ormai infestano le pizzerie. Anzi, sarà l’arredamento sobrio o la posizione in pieno centro storico ma l’aspetto del posto è più quello di una piccola osteria. La clientela è invece assolutamente da pizzeria: gruppi di ragazzine, famigliole, ragazzi appena usciti dalla partitella di calcetto. Tutto nella norma. Chi ci ha servito? Una cameriera che arriva, tira fuori il taccuino per le ordinazioni e appena iniziamo a parlare si scusa e si allontana verso la cucina. Non ricomparirà prima di una decina di minuti. Torna dunque al nostro tavolo, ci presta attenzione, prende le ordinazioni di due di noi e poi si scusa nuovamente e sparisce. Torna dopo cinque minuti e finalmente prende anche l’ultima ordinazione. E se eravamo in quindici e dovevamo ordinare una cena completa, quanto avremmo impiegato? Quanto si spende? 11 euro a testa per una pizza ed un paio di caraffe di Coca Cola. Prezzo onesto, in linea con l’offerta del locale. Mi è piaciuto: La pizza. E non è poco, per una pizzeria… Ed il conto onesto. Il mio giudizio: Si mangia bene, senza strapparsi i capelli. La pizza è buona ed il locale è dignitoso, con in più la grossa comodità di essere in centro e non verso la periferia come le pizzerie più grandi e rinomate della città. Se mi troverò a Cesena ed affamato di pizza ne terrò conto, anche se credo che di questa serata mi ricorderò soprattutto la fantascientifica discussione sugli Who, Keith Moon e la sua batteria con pesci rossi incorporati. E nonostante ciò, il Live at Leeds resta dinamite pura. Ah, il cd di Ben Harper me lo sono poi portato a casa e questa volta ci metto tutta la buona volontà di ascoltarlo almeno un paio di volte. Anche se tra i cd offerti dall’amico c’è pure l’ultimo di Mark Lanegan… Temo che anche questa volta Ben Harper troverà poco spazio sul mio stereo…
Nella foto: il vecchio Ben un po' accigliato. Questa volta sperava di fare breccia nel mio cuore. Sarà per la prossima, Ben... Certo, se tu cominciassi a spedire direttamente al mio indirizzo i tuoi cd, così da evitarmi la noiosa trafila dell'acquisto, potrei anche intenerirmi.. Mi accontento anche di un cd masterizzato, nessun problema, poi con la Finanza ci parlo io... By: Klaudio | 23:31 | commenti (5) domenica, 12 dicembre 2004 ...ci scusiamo per l'interruzione, il blog si riprenderà al più presto... Chi avesse avuto la sfortuna di capitare su questo blog tra le ore 12:00 e le ore 14:30 di domenica... Beh, sono doverose alcune precisazioni: - Ci sono stati alcuni inconvenienti tecnico/grafici/informatici dovuti alla mia grande ignoranza in fatto di codice HTML e più in generale alla mia dabbenaggine. Il blog ne ha drammaticamente risentito, con conseguente smarrimento del fondino dell'intestazione, svariati post e tanto altro. - Tutto tornerà al più presto al suo posto (spero)... - Chiedo scusa per il nuovo fondino dell'intestazione. - Ma a quell'ora che cavolo ci facevate sul mio blog? A casa vostra non si mangia?
nella foto: ecco il volonteroso gestore che, indossate le apposite protezioni, si accinge a riparare il blog. By: Klaudio | 14:25 | commenti martedì, 07 dicembre 2004 Chi l’ha visto? Tempo Divino Osteria Via Roma 36, San Savino di Montecolombo (RN) Tel. 0547.985717 (???)
Questo non è il solito resoconto mangereccio. Non se nemmeno io cos’è, a dire il vero. E’ probabilmente la resa definitiva, la notifica della cessazione di tutti i miei tentativi di andare a mangiare in questo posto. Menzionato sulla guida SlowFood 2004, positivamente recensito su internet, questo locale mi ha fatto incazzare. Ho telefonato più volte, a orari diversi, pomeriggio e sera, feriali e festivi, informandomi se il numero fosse giusto e ricevendo conferma sulla reale esistenza del numero stesso (che tra l’altro è quello riportato dalla stessa guida SlowFood). Nonostante questo, nessuno ha mai risposto alle mie telefonate. Mai. Il telefono squilla a vuoto, incessantemente fino alla caduta della linea, una ventina di squilli più tardi. Non risponde una voce, non risponde un fax, non risponde la signorina Telecom ad informarmi che il numero non esiste. Semplicemente il telefono squilla a vuoto. Ovviamente non mi sono limitato a questo; sono passato due o tre volte lungo la strada a San Savino, costeggiando il locale. Sempre chiuso tranne una volta: alcune persone sedevano nel giardino antistante il locale, che pareva aperto, con tanto di insegna illuminata. Quella volta proprio non potevo fermarmi ma ho impugnato il cellulare ed ho chiamato: invariabilmente non mi ha risposto nessuno. Per tutti questi motivi, io ci rinuncio. Al di là del fatto che non è bello telefonare senza ottenere mai risposta (la mia autostima ne è uscita ferita) non capito tutti i giorni a San Savino di Montecolombo (che fa rima con “in c##o al mondo” e non è un caso). Dunque basta. Se qualcuno ha notizie di questo locale mi faccia sapere. Addirittura se qualcuno ha avuto la fortuna di mangiarci, beh, almeno ditemi che avete mangiato da schifo che almeno non ho troppi rimpianti.
Nella foto: il Divino Otelma. La prossima volta che esco a cena non telefonerò per prenotare ma mi affiderò alle sue previsioni per trovare un tavolo, probabilmente è il metodo più efficace...
(Notizia dell’ultima ora: il locale non compare più sulla guida SlowFood edizione 2005. Brusco scadimento della proposta culinaria o effettiva chiusura dell’osteria? In entrambi i casi, che vadano affancuore) By: Klaudio | 01:34 | commenti (10) |