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giovedì, 29 luglio 2004 Per noi gente che ci piace mangiare… Trattoria Cubana da Irma & Pino Molo Dalmazia 27, Marina di Ravenna (RA). Tel.0544/530231 Chiuso il lunedì.
Allora, precisazione numero 1: non so perché questo posto si chiami “La Cubana”, oltre all’intestazione “Irma e Pino”, poiché di cubano ha veramente poco. A meno che la simpatica cameriera che ci ha servito e che parlava con un delizioso accento sudamericano non sia in realtà la succitata Irma. Certo, per dovere di cronaca avrei dovuto informarmi su questi fatti ma non potevo certo mettermi lì a chiacchierare amabilmente delle origini della cameriera proprio davanti alla mia morosa, cercate di capirmi… E poi, precisazione numero 2: fosse per me, avrei chiamato questo posto l’Olandese Sfrigolante. Dopo essere stato alla Cubana non ho potuto fare a meno di pensare a quella puntata dei Simpson in cui un eccitato Homer si recava in quel ristorante di pesce “tutto a volontà” per abbuffarsi senza ritegno davanti ad un’inorridita (quanto rassegnata) Marge. Ma se volete farvi un’idea della location (e di quanto si poco cubano) c’è anche il sito internet… Il posto: Insomma, a parte tutto ciò il posto è il classico ristorante di pesce tradizionale. All’esterno il locale è piuttosto anonimo: l’ingresso è costituito da una semplice porticina a vetri, dimessa e poco appariscente, con una decina di tavolini da bar a fare da contorno. Il tutto si affaccia su di una via stretta e trafficata, direttamente sul molo di Marina di Ravenna. Tra l’altro quando siamo arrivati (domenica sera, in pieno controesodo dalle spiagge) abbiamo dovuto districarci prima tra le auto e le moto in fila per prendere il traghetto ed attraversare il canale, poi tra la fila della gente in attesa fuori dal take away (infatti la Cubana prepara anche piatti da asporto). Quando abbiamo individuato l’ingresso tra il marasma di gente in canotta ed infradito siamo finalmente entrati. Il posto non presenta spunti particolari nell’arredamento, piuttosto anonimo anch’esso. C’è una grande sala interna, ed in più un piccolo giardinetto esterno circondato da siepi, piuttosto piacevole. Atmosfera frenetica, i tavoli sono tutti pieni ed il locale trabocca. Meno male che abbiamo prenotato, ci fanno accomodare nel giardinetto. Tutto qua… Cosa si mangia? Ma il punto di forza del locale non è certo questo. Passo ad una descrizione dell’essenziale menù. Ci sono una decina di antipasti, tutti piuttosto classici. Poi i primi: tagliolini fatti in casa, spaghetti o risotto declinati alla pescatora, allo scoglio o alle vongole. I secondi sono la grigliata, il fritto, gli spiedini. Poi qualche dolce ed i vini, senza troppa scelta. L’impressione è che qui vadano via ettolitri di “trinchetto” della casa e poco altro. Anche in questo caso, tutto qua. Il menù è essenziale, quasi ermetico e con poche variazioni, tipo il fritto che può essere misto o di soli calamari, o la grigliata che può essere Classica o Imperiale. Ma non fatevi ingannare. Si nota subito che nel menù sono contemplate le mezze porzioni, soprattutto di grigliata e spiedini. Una volta ordinato si capisce il perché: le porzioni sono IMMENSE. Io e la morosa abbiamo preso due antipasti, uno spaghetto allo scoglio ed una fritto di calamari. E ci siamo abbuffati vergognosamente, tanto che abbiamo faticato a finire il fritto (la morosa ha desistito, io ho cercato di finirlo più per orgoglio che per per altro). E non c’è stato nemmeno il dolce, solo un limoncello mandato allo sbaraglio nel tentativo di liberare lo stomaco. Chi ci ha servito? La cameriera, come detto, ha un grazioso accento sudamericano. Gentilissima, ogni volta che preleva qualcosa dal tavolo chiede “con permesso”. Va bene la gentilezza, figlia mia, ma dopo un po’ rompi le palle! Comunque onesta, sa orientare opportunamente le ordinazioni dei clienti (per esempio spiegando chiaramente che uno spaghetto allo scoglio in due è l’ideale, che tanto uno a testa non lo finiremmo mai). Mi è piaciuto: Nonostante il locale fosse pieno abbiamo aspettato il giusto, il servizio è stato veloce ed attento, capace nel consigliare e nel trattare il cliente senza false ipocrisie. Per esempio, dopo che la cameriera ci ha visti provati dall’esperienza dello spaghetto allo scoglio ci ha chiesto se poteva proseguire con il fritto precedentemente ordinato o se doveva cancellare l’ordinazione. E poi, se avanza qualcosa nei piatti (e capita piuttosto spesso….) si offrono di incartare il tutto per permettervi di portarlo a casa (evidente retaggio della cultura take away con cui è gestito il locale). E poi mi è piaciuto il giardino. Quando abbiamo prenotato ci avevano detto che avevano posto solo in giardino, come se fossero consci che questo non fosse un luogo appetibile e che se proprio insistevamo ci potevano al massimo trovare un tavolino lì… Invece è carino, anche appartato rispetto alla rumorosa sala principale ed alla ancor più rumorosa verandona. Non mi è piaciuto: Beh, il locale non è proprio di quelli che si fanno ricordare per ‘arredamento sfarzoso. Diciamo che può far giusto concorrenza alle pizzerie (con tutto il rispetto per le pizzerie). Il mio giudizio: Le porzioni sono calibrate per due persone, non si discute: il nostro spaghetto allo scoglio era praticamente un vassoio delle dimensioni di un bidè con dentro un mezzo chilo di pasta affogata nel sugo ed una montagna di animali, tentacoli e cozze varie che ricoprivano il tutto. Abbiamo impiegato qualche minuto prima di mangiare lo strato di crostacei ed arrivare agli spaghetti veri e propri… Ho visto da lontano un vassoio di spiedini di pesce, di quelli che ad un pranzo di matrimonio capita di vedere arrivare in tavoli da 12 persone, solo che qui era per 6 persone ed il cameriere si era pure preoccupato personalmente di farlo fare poco abbondante. Insomma, come avrete capito la quantità c’è, indubbiamente, mentre la qualità non è proprio agli stessi livelli ma non si può dire che si mangi male, anzi siamo usciti soddisfatti e sazi (soprattutto sazi). Diciamo che una cena qui è un’esperienza. E’ un luogo degno di abbuffate colossali, il regno incontrastato dei divoratori di pesce, di quelli magari che apprezzano più la quantità che la qualità (e pure non si mangia male, lo ribadisco). Sedersi a tavola qui ed ordinare un menù completo significa accettare una sfida, mettersi in gioco, allacciandosi il tovagliolo al collo ci si prepara sfidare l’ignoto, sapendo che nessuno farà caso a noi se mangeremo con le mani, rumorosamente, sbuffando per lo sforzo e slacciando furtivamente la cintura dei pantaloni, mentre concluderemo il pasto con una fiera scarpetta nel sugo. Nel caso poi ci si misuri con una Grigliata Imperiale (che, devo essere sincero, ho visto solo da lontano) credo si possa arrivare a rischiare la vita, e ben presto si è consapevoli che qui tutto è lecito; è una sfida tra voi e quel gamberone che vi guarda sprezzante da sotto quei tagliolini lussureggianti; è in gioco tutto, è in gioco l’onore. Maledetto gamberone, ti avrò. A costo di farti incartare e portarti a casa per darti il colpo di grazia con calma, ma un giorno ti avrò. By: Klaudio | 17:03 | commenti (2) venerdì, 23 luglio 2004 Per noi gente raffinata... Paguro Ristorante, specialità pesce. Via Marino Moretti 22, Molo di Ponente. Cesenatico (FC). Tel. 0547/84960 (meglio prenotare, soprattutto il sabato) Lo so, il nome è ingrato. E tutte le volte che mi capita di andare in questo posto non posso fare a meno di farmi venire in mente la deprimente pubblicità delle Poste Italiane (o qualcosa di simile) in cui uno dei deprimenti protagonisti è fieramente appellato con il deprimente nome di Paguro. Ma tutte le volte prontamente mi dimentico di questa incresciosa coincidenza perché questo è un posticino che merita veramente. Il posto: Già la collocazione è affascinante, ovvero sul porto canale di Cesenatico, più precisamente la via (pedonale) che lo costeggia a ponente. Un “lungocanale” (chiamiamolo così) quasi interamente costellato di ristoranti di pesce, pub ed enoteche. A metà c’è il Paguro. Una sala interna ed una manciata di tavolini all’aperto, sul molo. Io e la morosa l’abbiamo sempre frequentato d’estate ed ovviamente siamo stati all’aperto, ma anche la sala interna pare accogliente. Una volta accomodati è necessario sistemare il tavolo e la sedia: la pavimentazione della via è realizzata con lastre di pietra piuttosto sconnesse ed i piedi del tavolo non sempre fanno perfettamente presa sul fondo. Quindi, prima di rovesciare qualcosa appena vi appoggiate al tavolo con i gomiti, fare attenzione a questo particolare… Poi potrete godervi il panorama: ovvero i pittoreschi pescherecci a pochi metri dai tavoli, l’incessante andirivieni dei pedoni ed un placido vecchietto con bastone seduto sulla seggiola appena fuori dal proprio negozio di elettrodomestici (credo l’unico esercizio commerciale del “lungocanale” che non abbia a che fare con la ristorazione o simili) Cosa si mangia? Menù declamato a voce, che il cuoco non ha troppa fretta di variare. I piatti erano praticamente quelli dell’anno scorso. Questo non è necessariamente un difetto, visto che tutto è piuttosto buono. Non saprei elencare esattamente quali siano gli antipasti, i primi ed i secondi, anche perchè tutte le volte ci siamo sempre affidati al cameriere nella scelta dei piatti. Questo per due motivi: il cameriere è anche il proprietario del locale ed incidentalmente è anche amico della mia morosa, quindi si spera sempre che ci tratti con un pelino di riguardo, magari… E poi perché questo non è il classico posto da grandi mangiate. Le proposte sono tutte piuttosto particolari e stuzzicanti. Per esempio un antipastone misto di frutti di mare caldi e freddi, con patate e verdure varie, davvero gustoso. Si potrebbe quasi terminare la cena con questo, tanto è vario e abbondante. Tra le varie cose assaggiate ricordo con piacere dei passatelli asciutti con rucola e gamberetti, dei raviolini al nero di seppia eccezionali, e poi una specie di incrocio tra tagliolini e strozzapreti allungati anch’essi al nero di seppia, conditi con frutti di mare. Alla loro vista si rimane perplessi dato che sembrano dei lunghi vermoni neri e viscidi, ma una volta assaggiati si dimentica in fretta questa spiacevole impressione iniziale. Non siamo mai arrivati al secondo, abbiamo provato solo qualche assaggio ed anche in questo caso siamo stati soddisfatti. Ecco, forse i dolci non sono il massimo: ricordo un buon semifreddo al croccantino, mentre la morosa è rimasta (giustamente) perplessa di fronte ad una misteriose mousse di pesca (o qualcosa del genere) dal gusto misteriosamente amarognolo… Mah. Ah, ottimo frizzantino della casa. Non ho notizie più precise sulla cantina. Chi ci ha servito? Ci sono un paio di camerieri. Uno di questi è anche il proprietario del locale. Aria lievemente snob, qualche kiletto di troppo ma portato con disinvoltura, baffetto da sparviero. Insomma, neanche un uomo orrendo. Come detto, è anche un buon amico della mia morosa ma non credo di aver nulla da temere da questa circostanza, in quanto ci sono buone probabilità che le preferenze sessuali del suddetto proprietario siano piuttosto ambigue. O meglio: i suoi modi di fare sono eccessivamente effettati ed a volte eccentrici e questo magari può creare qualche dubbio. Tuttavia gli va riconosciuta un grande savoir-fare con i clienti: gentilissimo, cordiale e. almeno con noi, premuroso ed amichevole. Basta solo non ricordagli del suo ex socio, con il quale probabilmente non ha avuto una separazione amichevole. Quanto si spende? Beh, qui non saprei dire con precisione. Per un mega antipasto, un bis di primi, dolce, acqua e vino della casa abbiamo pagato 25 euro a testa. Ma l’impressione è che l’amicizia del proprietario abbia influito positivamente sul conto. Mi è piaciuto: Il posto e la cucina. Ed è già tanto, direi. Si mangia davvero bene. Ed alla fine il limoncello in tavola abbonda. Viene portata anche la bottiglia assieme ai bicchierini, e non è da tutti. Non mi è piaciuto: Alcuni particolari, anche poco significativi se vogliamo, tipo il tavolo traballante (ma ho già spiegato il motivo. Ma soprattutto attenzione a dove parcheggiate: le viuzze adiacenti al canale sono zona a traffico limitato ed è meglio evitarle nonostante siano particolarmente invitanti per la sosta. Conviene parcheggiare qualche decina di metri più lontano, verso il mercato del pesce. N.B.: Per un resoconto sulla natura bestiale del mio appetito e su come questa trova sfogo, basta passare alla recensione successiva… |