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mercoledì, 31 dicembre 2003
Fervono i preparativi per la notte di Capodanno... In realtà non mi interessa più di tanto. Passerò la mezzanotte facendo quel che più mi piace: mangiando!
Poi riferirò prossimamente...
By: Klaudio | 01:00
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martedì, 30 dicembre 2003
Elegante, pure troppo… Vecchia Forlì   Ristorante pizzeria Via Maldenti 1, Forlì. Tel.054326104. Sempre aperto.
La tradizione vuole che il Natale sia la festa che più di tutte deve essere vissuta in famiglia. Io e la morosa ce ne siamo bellamente fregati ed infatti,dopo una visita ai presepi della zona ed alla splendida Fortezza di Castrocaro, per l’ennesimo pomeriggio ci siamo ritrovati a spasso per Forlì. Evidentemente durante questi giorni di festa ci siamo ulteriormente impigriti ed al momento di decidere dove andare a mangiare non abbiamo saputo trovare di meglio che la Vecchia Forlì, in pieno centro, a due passi da piazza Saffi. Da sempre uno dei locali più rinomati e meglio frequentati della città. Così la morosa non si lamenta che non la porto mai a mangiare in un posto chic! Il posto: Il locale ha cambiato qualche mese fa, dopo la storica gestione Biffi. Non so bene a chi faccia capo la gestione attuale, ma pare proprio che i nuovi proprietari abbiano voluto continuare la tradizione. Infatti, se all’esterno il posto sembra piuttosto anonimo, all’interno la musica cambia: ambiente luminoso e raffinato, piante ovunque, elegante signora in tailleur che ci accoglie sistemando i cappotti nel guardaroba. Ampia sala con tavoli ben distanziati, tantissime bottiglie di vino esposte in ogni dove. C’è anche una veranda che però quando arriviamo è chiusa. Veniamo fatti accomodare al tavolo ed una squadriglia di camerieri ci serve di tutto punto, in pochi secondi otteniamo il menù, l’aperitivo e un piccolo antipasto di frittatina arrotolata con formaggio. Non male come inizio. Anche se la cosa che colpisce è il caldo africano che regna all’interno del locale. Insopportabile. Anche la morosa, che notoriamente porta sempre una maglia in più della gente normale, dice che “effettivamente è un po’ caldino qua dentro, però non si sta male, dai…”. In un primo momento attribuisco la colpa al fatto che, venendo da fuori, mi devo ancora ambientare alla temperatura interna. Dopo dieci minuti mi pare di essere in un forno. Poi arriva in tavola l’acqua minerale, bevo e mi climatizzo un poco, finalmente… Cosa si mangia? : Il menù è quello classico dei ristoranti romagnoli ma con un occhio in più alla raffinatezza delle proposte ed alla loro realizzazione. Noi scegliamo la pizza, che viene proposta nelle solite classiche versioni e poche altre varianti. In effetti potrebbero sforzarsi di più. L’impressione è che il locale punti di più sulle proposte stuzzicanti del ristorante che non sulla pizzeria, tuttavia in tutti gli altri tavoli che riesco a vedere si mangia pizza. I casi sono due: o la pizza è buona, o la gente vuole spendere poco. Ed ovviamente io e la morosa vogliamo spendere poco… e pizza sia. Il classico Calzone farcito per la morosa, una Boscaiola per me (senza l’odiato grana che ormai infesta tutte le pizze ad eccezione della margherita) Chi ci ha servito: Nel locale ho contato quattro camerieri, tutti eleganti, veloci e silenziosi. Il cameriere che ci serve mette quasi soggezioni nella sua burbera solerzia (bello, “burbera solerzia”. Quando realizzo cosa significa poi magari ve lo spiego…). Oltre ai camerieri c’è il pizzaiolo in bella mostra nella sua postazione appena dietro al nostro tavolo; poi ci sono la signora che ci ha accolto al guardaroba, la cassiera ed altri due individui le cui mansioni non mi sono ben chiare. Uno si muove tra il banco del bar e la sala, bofonchia qualcosa quando incrocia i camerieri ed accoglie in sala con tutti gli onori una coppia di belle ragazze. L’altro sosta in due o tre tavoli a rotazione offrendo digestivi ai clienti, evidentemente frequentatori abituali del posto. Probabilmente basterebbe meno gente, ma tutto funziona. In quindici minuti ci siamo seduti, abbiamo ordinato e le nostre pizze sono sul tavolo. Quanto si spende? L’eleganza dell’ambiente potrebbe far temere il peggio, ma il conto che ci arriva è assolutamente onesto. 32 euro per due pizze, acqua e Coca Cola, due dolci. Tuttavia, dopo un’occhiata ad i prezzi del menù, se non si mangia la pizza il conto si alza notevolmente, per una cena antipasto + primo + secondo e dolce si arriva occhio e croce sui 30/35 euro abbondanti. Mi è piaciuto: Il locale è indubbiamente bello, pur non essendo particolare. Elegante e di sicuro effetto per portare a cena fuori una persona speciale. La pizza è buona, ben cotta, saporita ed anche grande. La sua bontà ripaga in parte il fatto che non ci sia una grande scelta sul menù. Il servizio è assolutamente efficiente, anche quando verso la fine della nostra cena il ristorante è pieno. Ci hanno servito subito, non ci hanno mai trascurato ed anche il conto è stato portato al tavolo in pochi secondi. Non mi è piaciuto: Il caldo. Tremendo, sarei andato di persona ad abbassare il riscaldamento. Per non parlare dei bagni: pulitissimi, per carità, ma ancora più bollenti. Praticamente una sauna. I camerieri, solerti, efficienti ed a loro modo cordiali, ma troppo seriosi. Va bene l’importanza dello stile e della forma, ma un sorriso in più fa sempre piacere. Il mio giudizio: Che dire, il posto è bello ma non so se ci tornerò. La pizza è buona, direi anche ottima, tuttavia l’atmosfera è troppo formale e contrasta un poco con l’idea di una pizzeria. La clientela era quasi tutta over 40 e famigliole silenziose, oserei dire quasi tristi. Il locale è anche pizzeria, ma mancano quelle cose che rendono accogliente una classica pizzeria, come i tavoli con più di tre persone, le giovani coppiette ed in generale la clientela giovane. Diciamo che per una semplice pizza si può andare anche da un’altra parte, mentre il posto è senz’altro valido se si ha intenzione di fare una cena di tutto punto, sfruttando appieno la cucina e l’ottimo servizio. Voto: A parte queste considerazioni, non posso scendere sotto un bel… 8
By: Klaudio | 01:25
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sabato, 27 dicembre 2003
”E’ la sera di Natale, non ci sarà tanta gente a cena fuori…” L’Insonnia    Pizzeria - Ristorantino Via Giovanni dalle Bande Nere 8, Forlì. Tel.0543/25554. Chiuso il Lunedì
Alla fine ci sono cascato ancora. Avevo detto che la prossima volta avrei portato la morosa in un posto un po’ più chic di una pizzeria, ma evidentemente mentivo. Ad essere sinceri questa sera le circostanze giocano a mio sfavore: è la sera del 25 dicembre, il santo Natale, e sia io che lei siamo reduci dal più classico dei pranzi di Natale, di quelli con tutti i parenti e 50 portate, dall’antipasto alla parata di dolci di tutti i tipi. Com’è comprensibile i nostri stomaci sono già stati messi a dura prova… Evidentemente però siamo una coppia che non si arrende davanti alle difficoltà della vita e, trovandoci fuori casa anche questa sera, decidiamo di andare a mangiarci una pizza (ok, Natale con i tuoi e tutto il resto, ma dopo il pranzo natalizio io non li reggo i parenti anche a cena!). La scelta cade su una delle pizzerie più frequentate di Forlì: L’Insonnia, davanti alla rocca di Caterina Sforza. E poi la morosa dice: “E’ la sera di Natale, chi vuoi che vada a mangiare fuori? Anche se non abbiamo prenotato un posto lo troviamo”… Il posto: Da subito l’impressione è buona. Ambiente affollato il giusto, niente tavolate rumorose, una giungla di piante all’ingresso che però è stata composta con una certa grazia, musica di sottofondo (un mix ballabile anni 80, orrenda ma a volume molto basso, per fortuna), arredamento sobrio ma carino, luci soffuse che fanno risaltare le candele in ogni tavolo. C’è una sala interna, normale, mentre il resto del locale è una veranda chiusa con un bel camino che scoppietta e molte piante in tutto l’ambiente, qui i tavoli sono quasi tutti da due persone e ben distanziati. Veniamo fatti accomodare qui. Bello. Penso subito che siamo capitati bene: in fondo è una pizzeria ma l’ambiente è molto carino. Oltre tutto la cameriera che ci accoglie ci trova subito un tavolo, nonostante non avessimo prenotato e temessimo di dover aspettare, visto che il locare era piuttosto pieno. Cosa si mangia? : E che volete mangiare? Pizza! Il menù la mette subito in evidenza, in tutte le sue varianti: classiche, speciali, bianche, regionali, focacce e spianate. La scelta è ampia, anche se non si può fare a meno di notare che le “speciali” sono quasi sempre delle bombe, con ingredienti ricorrenti come peperoni, fagioli, salsiccia e chi più ne ha più ne metta. Ok, niente paura, la morosa sceglie una classica pizza ai funghi, io opto per una speciale “Rocca” (pomodoro, mozzarella, salame piccante, olive nere, capperi. Mi immagino già a trascorrere la notte attaccato al rubinetto dell’acqua…). Ovviamente il menù propone anche una piccola scelta di primi e secondi, oltre ai dolci e ad una sezione di stuzzichini, come taglieri di affettati e formaggi con miele ed altre goloserie. Chi ci ha servito: Ma quali goloserie, affidiamoci ad una sana pizza! Il mio entusiasmo viene prontamente soffocato dalla cameriera che, molto onestamente, ci confessa che per la pizza c’è una mezz’ora abbondante da aspettare, hanno la sala interna piena di gente che ha ordinato pizza ed il pizzaiolo è in difficoltà (ma non siete una pizzeria? E che cosa vi aspettavate che ordinasse la gente?). La cameriera indossa con qualche imbarazzo una bella berretta da Babbo Natale, ha l’aria un po’ sciupata ma è un vero tesoro: ci porta un aperitivo e ci confessa che se ordiniamo altro (qualcosa che non sia pizza) è pronto subito. Noi siamo testardi (o incoscienti…) e confermiamo la pizza. L’attesa si protrae per 40 minuti. Fortunatamente io e la morosa abbiamo chiacchierato, bevuto l’aperitivo, osservato l’ambiente circostante (il camino, bello ma che mandava un caldo infame; gli altri tavoli, quasi tutti con coppie di gente piuttosto giovane e carina). Praticamente tutti mangiano pizza: chi mangia altro probabilmente è stato dissuaso dalle cameriere (tutte con la papalina da Babbo Natale, tutte pallide, sciupate e gentili: forse le assumono così di proposito). Una coppia si abbuffa di taglieri con formaggio e miele e lui mi fissa insistentemente: stai tranquillo , non te lo vengo a rubare il formaggio…. Ma ecco che arriva la pizza! Dopo tanto aspettare almeno ne vale la pena: è grande, sottile, ben farcita, un poco bruciacchiata nei bordi ma davvero buona, discretamente croccante e saporita. Nonostante l’attesa siamo soddisfatti. Probabilmente l’attesa ci ha permesso di digerire il pranzo natalizio, e dopo la pizza prendiamo anche un dolce, una panna cotta ai frutti di bosco. Non è un gran che, ne ho assaggiate di migliori ma non sono attendibile, ho la lingua messa k.o. dal salame piccante e dai capperi, salatissimi. Quanto si spende? Il giusto. 11 euro a testa per due pizze, un dolce e due bibite medie. Se non consideriamo la lunga attesa (e la panna cotta scadente) il rapporto qualità/prezzo è buono. Mi è piaciuto: La pizza, cosa piuttosto importante per una pizzeria. L’ambiente, molto carino ed accogliente, oserei dire quasi romantico. I prezzi onesti. Non mi è piaciuto: 40 minuti di attesa per una pizza non sono pochissimi. Ti concedo che sia la sera di Natale, il locale è pieno, tutti mangiano pizza… ma se lo potevano anche aspettare, no? Il parcheggio non è agevole, il locale è su una strada trafficata dove la sosta è vitatissima. Una macchiolina sulla tovaglia, a voler essere bastardi, c’era… E poi quella panna cotta non era veramente un granchè… Il mio giudizio: Bel posticino, ottima pizzeria. Ideale per un’uscita a due. Se volete portare fuori la morosa per una pizza, spendendo il giusto e facendo bella figura questo è il posto giusto. Presumo che non si sia sempre da aspettare tre quarti d’ora. Voto: Tutto sommato, non mi sento di dargli meno di 7,5 .
By: Klaudio | 14:53
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martedì, 23 dicembre 2003
Una paella in compagnia, una paella e via… La Lampara    Osteria con cucina marinara Via M.Moretti 45, Cesenatico (FC). Tel. 0547/80219. Aperto tutto l’anno.
Come i più perspicaci tra di voi avranno ormai notato mi capita sempre più spesso di trovarmi a Cesenatico… Tutto questo per questioni sentimentali, lo ammetto. Tuttavia ne approfitto, quando il portafoglio lo permette, per soddisfare i miei appetiti culinari. E cosa volete mangiare a Cesenatico se non il pesce? Il posto: Allora eccomi qua a parlare della Lampara. Il locale è indubbiamente caratteristico ed accattivante con il suo aspetto da vecchia osteria di pesce con tanto di tavoloni di legno e lampade appese ai muri. Ci sono stato ormai più di una volta, sia d’estate (si mangia fuori, direttamente sul porto canale, ammirando i pescherecci e soffocando per il caldo) che d’inverno (si mangia dentro, ovviamente). Cosa si mangia? : Il menù è di solo pesce, e ci sono tutte le proposte classiche della cucina di questo tipo. Ottimi gli antipasti, soprattutto il guazzetto di cozze e vongole. Non ho assaggiato i primi, mentre la frittura è nella media. La cucina è tipicamente romagnola, tuttavia tra le varie proposte del menù io prediligo la paella, davvero buona! Di solito la prendo in coppia con la morosa (e con chi credevate che ci andassi?) e la porzione per due è più che sufficiente. Diciamo che con una paella di crostacei per 2 si mangia veramente in 2, e ci si sazia. E poi la paella per 2 costa leggermente di meno che la porzione singola… Se siete veramente lettori attenti saprete anche che sono uno squattrinato! Ed infatti, per non smentirmi accompagno il tutto con un economico trebbiano della casa (però c’è solo in bottiglia, chi vuole un mezzo litro o un quartino si arrangia…) accuratamente selezionato tra la carta dei vini (che comunque non propone nulla di sconvolgente, i soliti bianchi). Il trebbiano, per la cronaca, era anche buono. Una nota di colore: le pietanze vengono servite direttamente nel padellone di cottura, che viene lasciato al tavolo (per questo bisogna fare i conti di quanta roba si prende altrimenti nei tavolini da due non ci si sta più) e le porzioni sono medio-grandi. Quando ci sono stato io avevano praticamente finito tutti i dolci della casa, quindi ho ripiegato su di un sorbetto, un po’ troppo liquido Chi ci ha servito: Meritano un discorso a parte le camerie. La prima volta ne ho viste due: veloci, solerti ed efficienti ma se vuoi che ti facciano un sorriso lascia pur perdere. Si fermano al tavolo per il tempo strettamente necessario all’ordinazione, dopo di che scompaiono. Si rimaterializzano all’improvviso quasi gettandoti i piatti sul tavolo… Probabilmente hanno preso dal padrone del locale. Costui è un tipo che non fa troppi sorrisi, anzi non l’ho mai visto sorridere. L’unica cosa che gli ho visto fare è stato cambiare cd sullo stereo (si va da De Andrè alla new age, un accostamento per lo meno coraggioso) e farti il conto alla fine della serata. Anche in questo caso scordatevi un sorriso quando vi presentate alla cassa… Un’altra volta c’era invece una cameriera più giovane e pacioccona, molto più disponibile. E se gli rompevi un po’ le scatole andava anche in cucina per concordare con la cuoca eventuali variazioni sui piatti ordinati. Alla fin fine però il servizio si rivela veloce ed efficiente (anche con il locale pieno non abbiamo mai aspettato troppo per mangiare) Quanto si spende? I prezzi sono da ristorante di pesce medio. Non è certo un locale lussuoso, anzi l’atmosfera è da osteria rustica ma un po’ fighetta. Ma se si comincia a mangiare parecchio il conto lievita senza accorgersene… Mi è piaciuto: Comunque il locale è accogliente, ti mette a tuo agio. La cucina è senz’altro all’altezza della tradizione marinara romagnola e come già detto, una menzione speciale va anche alla paella (che con la Romagna non centra nulla ma è buona lo stesso) Non mi è piaciuto: Il mutismo e del personale. Non sono certo scortesi ma la vera cordialità romagnola è un’altra cosa. A dire il vero c’è forse un contrasto tra il personale taciturno (e il tetro proprietario) e l’allegria che il locale potrebbe ispirare a prima vista, ma non si può avere tutto. D’estate è caldamente consigliato prenotare se non si vuole aspettare un’oretta seduti sul molo. La musica: totalmente inadeguata al locale. Sarà perchè odio la new age, sarà che quando si mangia De Andrè non è il massimo... Comunque il volume è basso e si può far finta di non sentire. Il mio giudizio: Come locale mi piace, l’atmosfera è rilassata e si mangia bene spendendo il giusto. Il proprietario ha recentemente aperto un altro locale a Forlì, una specie di bar-ristorante-osteria-enoteca-stuzzicheria. Ci farò una capatina. Spero ci metta dentro un po’ più d’allegria… Voto: Che dire? Se non si pretende di intortare le cameriere o di farsi raccontare delle barzellette dal gestore, non si può che constatare che si mangia davvero bene. E dunque si arriva ad un… 8
By: Klaudio | 01:52
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martedì, 16 dicembre 2003
Dai, la prossima volta porto la morosa in un posto un po' più chic...
By: Klaudio | 00:43
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La banana sulla pizza? Ma dai! Le 4 Stagioni   Pizzeria Ristorante Via Montilgallo 50, Longiano (FC). Tel.
Il paesello di Longiano è un piccolo comune delle colline cesenati che, pur non essendo una metropoli, è famoso per alcune sue peculiarità: ha un centro storico molto pittoresco, è dominato da una imponente rocca malatestiana molto ben conservata, ha un teatro (il Petrella) che nonostante le sue ridottissime dimensioni è uno dei più famosi d’Italia… e poi ha una concentrazione di ristoranti e pizzerie altissima. Praticamente ad ogni angolo c’è un locale dove potersi fermare a mangiare. Io e la morosa, che notoriamente abbiamo le braccine corte, abbiamo scelto di fermarci in uno di quelli meno rinomati e accontentarci di una semplice pizza. Ed allora siamo giunti alla pizzeria “4 Stagioni”, appena fuori dal paese, sulla strada che porta a Savignano. Il posto: Già dall’esterno il posto si rivela una onestissima pizzeria/ristorante, più pizzeria che ristorante.Troviamo l’ingresso, un po’ imboscato, ed entriamo al calduccio. La clientela è eterogenea, tendenzialmente giovane e rumorosa (anche troppo rumorosa) e non ci sono turisti, quelli si fermano nei ristoranti del centro (sempre che oggi ci siano turisti, la giornata è fredda e nebbiosa… ma chi volere che abbia voglia di fare del turismo, a parte me e la morosa?). Il posto non è tanto, tre sale: una interna con il bar, una seconda sala che in realtà è una veranda estiva riscaldata dai classici “funghi” a gas. D’inverno direi che è meglio stare nella sala interna del locale ma d’estate il panorama della veranda è spettacolare (“C’e il mare e la montagna, c’è tutta la Romagna”…). Poi c’è una saletta minuscola all’ingresso con due o tre tavoli ma la sconsiglio vivamente, lo spiffero che viene dalla porta è letale. Cosa si mangia? : Pizza. Di tutti i tipi, anche se nulla di particolarmente innovativo. Ci sono anche altri piatti nel menù (primi e qualche secondo) ma il piatto forte della casa è decisamente la pizza. Ed in effetti non è male, sottile e croccante e ben farcita (ho preso una classica pizza tonno & cipolla, per la gioia della morosa… Lei invece ha optato per il suo amatissimo calzone) Una particolarità: il bordo esterno della pizza è sottilissimo, croccante e bruciacchiato. Detto così suona male ma è buono da mangiare, anche se non sembrerebbe. Nel menù una gigantografia segnala a tutti la specialità della casa, ovvero la pizza alla frutta: una base di pizza con sopra frutta di tutti i tipi e zucchero a velo. Il piatto si presenta benissimo, con kiwi, banana (la banana sulla pizza! Aaargh! Ed invece, pensa te…), pera, fettine di arancia e limone, mandarini e qualche cosa di candito che non ho individuato bene. Al centro alcune coreografiche zollette di zucchero incendiate che sfrigolando si trasformano in odoroso caramello. Ed il tutto risulta pure buono… Chi ci ha servito: Tre gentilisisime cameriere, veloci e sorridenti, ronzano sempre attorno ai tavoli del locale e appena hai bisogno sono sempre a disposizione. La pizza alla frutta si è fatta attendere un po’ ma comunque ci sta, è un piatto un po’ elaborato ed inoltre la cameriera si è anche scusata del ritardo (sembra una banalità ma non tutti lo fanno!) Quanto si spende? Il posto è normale, dunque anche il conto è normale. Una sola specialità, la pizza alla frutta. Ed infatti è il piatto più costoso del menù, che fa lievitare un po’ il conto… Nulla che costringa ad accendere un mutuo per pagare, per carità. Anzi, mi disturbano di più gli 1,20 euro di coperto a testa. Mi è piaciuto: La pizza alla frutta. Il pensiero della banana sulla pizza mi fa ancora accapponare la pella ma in realtà è davvero buona, un’ottima alternativa ai soliti dolci da pizzeria (tartufi, panne cotte, meringhe, tutto rigorosamente confezionato). E una piacevole sorpresa: hanno la Coca Cola nella cara, vecchia bottiglia di vetro da 1 litro! Erano secoli che non al vedevo… Non mi è piaciuto: D’accordo che il locale è informale e la clientela tendenzialmente giovane, ma c’era un gran casino! Tutti che chiacchieravano e ridevano come se fossero da soli. O forse sono io che sono troppo sensibile… E poi il bagno. Il locale nel complesso è pulito, però scade paurosamente nei servizi igienici: anche puliti ma piccoli e freddi, con un bell’odore di fognatura che li permeava. Non proprio accoglienti… E la Coca Cola: ok, c’è quella nella cara e vecchia bottiglia ma in definitiva manca quella alla spina, che con la pizza è la morte sua… Il mio giudizio: Locale per una pizza veloce tra amici. Nulla più. Ed infatti i clienti sono tutti lì per quello, non certo per mangiare raffinati manicaretti. Ma come pizzeria funziona ed ti fa uscire soddisfatto, e direi che per la nostra serata questo era il punto fondamentale. Ma si sa, noi abbiamo le braccine corte… Voto: Sarebbe da 6 e mezzo, ma grazie alla pizza alla frutta arriviamo anche ad un bel… 7
By: Klaudio | 00:41
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