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giovedì, 27 novembre 2003
Come avete visto sto può sembrare che stia praticamente passando palmo a palmo via Leonardo da Vinci a Cesenatico. In realtà è un puro caso
Comunque mi mancano ancora due ristoranti ed un bar, volendo essere pignoli...
By: Klaudio | 01:12
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"Mi dispiace contraddirla ma i cinesi sono i più grandi ristoratori del mondo" Fang Hua   Ristorante cinese. Via Leonardo da Vinci 15, Cesenatico (FC). Tel.0547/81477.
Il posto: Travolti da un’improvvisa voglia di cucina cinese, io e la morosa ci siamo diretti a colpo sicuro verso questo posto, un po’ perché viene considerato un buon ristorante, un po’ perché è l’unico che ci veniva in mente… L'islandese di "Pane e Tulipani" tesseva le lodi dei ristoratori cinesi, ed allora... Tipico ristorante cinese dal tipico arredamento cinese, con la tipica cameriera cinese cordiale, disponibile e servizievole al limite del fastidioso (limite mai oltrepassato, comunque), i tipici tavoli ben curati ed apparecchiati ed in più anche con tanto di bambino cinese che gioca davanti al banco del bar e guarda i cartoni animati cinesi via satellite (uno spettacolo!). Due salette piccole e molto carine ed una sala più ampia sul retro (al momento chiusa, e più avanti si capisce il perché…) Cosa si mangia? : Non vorrei ripetermi, l’ho già detto che è un tipico ristorante cinese? Beh, allora sapete che tipo di piatti dovete aspettarvi. La cucina comunque e buona, nella media dei ristoranti cinesi. Da segnalare l’antipasto misto caldo, con involtini e toast di gamberi cotti perfettamente e per niente unti. Tra le classiche salsine che accompagnano gli antipasti è da evitare quella piccante se non si vuole morire di sete. Chi ci ha servito: Una sola cameriera, veloce e discreta. Va detto che il locale era deserto, pur essendo una domenica sera. La stessa cameriera alla fine si è fermata a chiacchierare con noi, spiegandoci che gli affari non vanno tanto bene: gli effetti negativi della sindrome da S.A.R.S si fanno ancora sentire ed i clienti si sono ridotti del 50%, tanto che sono costretti a tenere chiusa la sala grande del ristorante e sperano di arrivare alla fine dell’anno almeno in pari e senza perdite, altrimenti non riusciranno a pagare l’affitto. Se proprio volete mangiare cinese fate un’opera di bene e andate al Fang Hua! J Quanto si spende? Il giusto. Il tipico conto da ristorante cinese (ok , ora la pianto…) Mi è piaciuto: Il locale, spazioso e con i tavoli ben distanziati. Il servizio efficiente, come da tradizione dei ristoratori cinesi. Non mi è piaciuto: Le salsine troppo piccanti! Ed il caldo: eravamo alla fine di agosto e l’aria condizionata era spenta… Ok, c’era un ventilatore bello grosso puntato praticamente su di noi, ma converrete che non è la stessa cosa. La cameriera poi ci spiegherà che, per tagliare le spese, in queste sere di magra hanno preferito rinunciare all’aria condizionata. Il mio giudizio: Il tipico ristorante cinese… e ho detto tutto. Voto: 7-
By: Klaudio | 01:08
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mercoledì, 26 novembre 2003
Una pizza in compagnia, una pizza e via... il Giardinetto  Ristorante pizzeria Via Leonardo da Vinci 17, Cesenatico (FC). Tel. 0547.80157. Sempre aperto.
Il posto: Spesso mi capita di essere a Cesenatico per il week end, a dire il vero spesso anche durante la settimana… Ovviamente in compagnia della morosa che ha più di un legame con questa località. Ebbene, capita anche di dover mangiare fuori ed allora si cerca sempre il posticino particolare o sfizioso. Quando però non si ha voglia di niente di particolare ma ci si accontenta di una semplice pizza, beh, a volte posso anche sorgere dei problemi. Infatti prima di capitare al Giardinetto abbiamo girato mezza Cesenatico per trovare una pizzeria aperta (nei mesi invernali molti ristoranti del luogo si concedono le ferie). Dunque siamo arrivati verso le 21:30 di domenica sera, il locale era semivuoto (più vuoto che semi) ed il servizio è stato veloce e puntuale. Praticamente c’erano il cameriere ed il pizzaiolo solo per noi, il resto del personale seguiva il posticipo di serieA in fondo alla sala. Qualche coppia isolata qua e là, ma l’impressione è stata veramente di una serata di magra… Cosa si mangia? : Le proposte del menù sono varie, dai primi tradizionali alla carne ed ovviamente al pesce, fino ad arrivare alla pizza con le pizze classiche ed alcune proposte della casa. Io ho provato solo la pizza: soffice e ben cotta, sicuramente non adatta agli amanti della pizza sottile e croccante. Comunque una buona pizza, tra l’altro ben farcita. Da segnalare la Coca alla spina: ottima! Non quella bibita annacquata al vago sapore di cola che spesso si trova nelle pizzerie. Ma a parte questo nulla di speciale. Chi ci ha servito: Un cameriere, che è riuscito nell’impresa di servirci puntualmente e godersi la partita in tv. Quanto si spende? Il giusto, pizza farcita + Coca media = 10 euro. Oddio, magari ci poteva anche scappare un dolcino per questo prezzo, ma ormai la spesa è questa ovunque. Sì, forse sono io che sono rimasto indietro… Mi è piaciuto: La velocità del servizio (ci mancherebbe, il locale era semivuoto!). La Coca Cola alla spina, era veramente Coca Cola, con le bollicine e tutto. Non mi è piaciuto: Il locale in se non è niente di speciale. Certo, il fatto che fosse vuoto non lo rendeva particolarmente allegro. Il mio giudizio: Un risto-pizza senza infamia ne lode. Non un locale che mi senta di consigliare ma un posto di sicuro affidamento se si è in zona e si ha voglia di una pizza. Voto: 6,5
By: Klaudio | 01:26
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martedì, 25 novembre 2003
L'eterno dilemma che si ripropone in tuttla la sua drammaticità.
Capodanno. 31 Dicembre. San Silvestro. Qualcuno ha idea di cosa fare? Si accettano suggerimenti.
By: Klaudio | 02:46
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"Che non ti venga in mente di andare in vacanza senza di me..."
Domenica sera io e la morosa abbiamo deciso che siamo ufficialmente una coppia. Tutto molto bello. Anche se ci abbiamo messo un anno e mezzo per ratificare la cosa... No, in realtà non siamo così idioti, lo sapevamo già da un pezzo.
Ma io e lei, che siamo persone intelligenti, abbiamo deciso che in virtù di questo fatto nessuno dei due andrà in vacanza senza l'altro. E chi pensava di farlo? Ormai senza la morosa al mio fianco non mi sento bene...
By: Klaudio | 02:42
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C'era una volta il fantacalcio...
Il Calcio. La Serie A. Il campionato più bello del mondo. Tutte ca$$ate. Io francamente mi sono rotte le palle di presunti arbitri comprati e venduti, presunti errori arbitrali, presunti complotti orditi dai potenti contro i deboli, presunti giocatori dopati, presunti fenomeni che si rivelano bidoni colossali, presunti tifosi che si prendono a sprangate... L'unica cosa certa sono i debiti ed i soldi che non ci sono, nonostante tutti vadano avanti spendendo e spandendo e cercando di succhiare tutti i denari che possono dalle pay tv (meglio, LA pay tv, visto che Sky ha praticamente il monopolio e che la fantomatica Gioco Calcio si sta rivelando sempre più una buffonata messa in piedi per far finta che il monopolio Sky non esista).
Perchè questo amaro sfogo? Solo per dire che l'anno prossimo smetto con il fantacalcio, mi ha stufato, non mi stimola più (a meno che quest'anno non vinca il campionato con 20 punti di distacco sulla seconda sbertucciando tutti gli avversari, ma la vedo difficile...). L'anno scorso la gloriosa Fighester Utd ha vinto il suo primo fantacampionato ma quest'anno mi sono visto costretto a smantellarla e mettere in piedi una formazione di tristi figuri che mi sta dando ben poche soddisfazioni.
Nonostante ciò, ieri ho vinto per 2-1 contro il dottor Cangini (grazie Sheva!)... Vediamo se questa insperata affermazione darà nuovo vigore alle mie pulsioni da fantallenatore...
By: Klaudio | 02:35
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Poveri ma belli i Tre Faggi     Osteria tipica romagnola Strada per Teodorano 27, Meldola (FC). Tel.0543/497054. Chiuso martedì e mercoledì.
Il posto: Capita a tutti prima o poi di scambiare due chiacchiere con un amico riguardo a ristoranti e locali frequentati e sentirsi dire: “Dai, ti porto a mangiare in un posto che non conosci dove si mangia tanto e si spende poco!“. Ebbene, per quel che mi riguarda questo posto ha un nome: osteria i Tre Faggi, il classico miraggio della piccola osteria ignota ai più, che per una manciata di euro ti offre vere prelibatezze. Come detto, il posto corre il rischio di essere conosciuto poiché è disperso nelle colline appena dietro Meldola. Per arrivarci bisogna percorrere la provinciale che da Meldola porta a Teodorano ed arrivare, dopo qualche kilometro, in vista dell’insegna luminosa dell’osteria. Occorre un po’ di attenzione nel parcheggio, completamente buio, visto che i clienti hanno la tendenza ad ammucchiare la auto senza un’apparente senso logico. Già dall’esterno del piccolo edificio bianco è subito chiaro il carattere schietto dell’osteria: fatti e non pugnette, direbbe l’assessore Cangini. In effetti il locale è piuttosto sobrio, per non dire dimesso. All’interno una piccola sala con il banco del bar, due tavoli ed un frigorifero, poi una sala più grande, ma non di molto, che ospita una dozzina di tavoli, la porta della cucina e quella della cantina. Tutto qui. Arredamento assolutamente essenziale, ma il clima è molto familiare e rilassato Cosa si mangia? : Ho prenotato un tavolo per due (è il compleanno della morosa, non potevo mica rischiare di non trovare posto…) e il padrone/gestore/cameriere ci indica dove sederci. Due minuti dopo la cameriera è da noi. Cinque minuti dopo stiamo già mangiando. Per iniziare classici crostini, comunque buoni. Per quelli che vogliono esagerare c’è il Grande Antipasto dell’Oste, ma non lo consiglio se si vuole arrivare almeno al secondo. Ci lasciamo sedurre dal tris di primi: Tortelloni ai porcini in Salsa Tartufata, Caramelle Vere, Strozzapreti v.i.p. (panna, prosciutto, piselli). E’ la nostra rovina, praticamente il tris non è un assaggio di tre primi, bensì tre primi tutti in uno stesso piatto, ovvero ci si potrebbe mangiare comodamente in tre. Ottimi le Caramelle, fantastici gli Strozzapreti, superlativi i Tortelloni! Dopo tale abbuffata rinunciamo al secondo (il menù propone le classiche grigliate di carne, fiorentina e qualche piatto di cacciagione) e passiamo ai dolci. Ed anche qui è una goduria: ottimo il mascarpone sempre fresco (dalla cucina giunge il rumore del frullatore con cui la cuoca lo sta montando), buona la panna cotta e per chi non si accontenta, ecco il colpo di grazia: Mascarpone alla Diavola. Trattasi di (grossa) fetta di torta al cioccolato ricoperta da una montagna di mascarpone, il tutto affogato nella cioccolata fondente. Considerato che arriva a fine pasto è una vera impresa finirlo… Chi ci ha servito: Nel locale si aggirano tre personaggi: i due gestori ed una cameriera. I primi due sono intercambiabili, ovvero sono simili nell’aspetto (presumo siano fratelli) ed entrambi silenziosi, di poche parole ma cordiali, veloci ed efficienti. La cameriera non è da meno, precisa nelle ordinazioni ed impeccabile. Non ho visto la cuoca ma sarei andato in cucina per ringraziarla di persona. Quanto si spende? Alla fine il mio stomaco è sazio e felice, ma un’altra vera gioia è il conto: crostini, tris di primi, dolce, acqua e digestivo tutto a 18 euro a testa (ebbene sì, abbiamo diviso e non ho offerto io, ma la morosa ormai si è accorta che sono un miserabile…). Il vino è solo quello della casa, discreto, ma avendo saltato il secondo ne abbiamo fatto a meno. Mi sono quasi vergognato di pagare così poco per quello che ho mangiato… Mi è piaciuto: Le minestre, favolose, succulente ed abbondanti. Da provare. Non mi è piaciuto: Se proprio devo trovare un difetto, dico che è difficile digerire una cena intera, antipasti e primi mettono già alla prova la capienza dello stomaco, i secondi sono difficili da finire ed il dolce è una sfida per uomini veri! Il mio giudizio: Come detto in apertura, il classico posto in cui “si mangia tanto e si spende poco” con in più la differenza che si mangia anche bene! Ok, si tratta di un’osteria tipica romagnola, quindi sapete già cosa aspettarvi dal menù. Ma intendiamoci, non è uno di quei posti in cui si trovano tavolate di gente vociante e rumorosa, anzi l’atmosfera è miracolosamente pacata e serena. La cucina è inoltre curata ed a suo modo raffinata, i sapori sono spesso delicati come non ti aspetteresti da questo tipo di locale, l’abbondanza delle porzioni non è mai a scapito della qualità: è tutto veramente buono. Non si può non menzionare i primi, in quanto i vari tortelloni, caramelle e strozzapreti sono veramente di un’altra categoria. Voto: 9
By: Klaudio | 00:43
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domenica, 23 novembre 2003
E la macchina dove la metto? La Cantina di Via Firenze    Osteria tipica con piatti rivisitati Via Firenze 183, Tel.0543/479477. San Varano di Forlì. Chiuso il lunedì.
Il viandante occasionale che si trova a percorrere Via Firenze, ovvero la strada che collega Forlì con Terra del Sole e Castrocaro, deve fare attenzione a due cose: il traffico, perché è sempre sostenuto, e l’insegna della Cantina di Via Firenze, nel caso si voglia fermare in questo locale. Senza disquisire troppo sull’originalità del nome scelto (uno sforzo in più si poteva fare…) bisogna avvisare il viandante che l’insegna è piuttosto imboscata (si nota solo di sera perché pallidamente illuminata) è l’ingresso è uno stretto ponticello su di un ampio fossatone e se non si frena per tempo si finisce dritti nel suddetto fossatone. Comunque, se tutto è andato bene e si è riusciti ad imboccare il ponticello ci si ritrova poi nell’angusto parcheggio dell’osteria: 10 posti auto scarsi, l’undicesimo che parcheggia impedisce l’uscita a tutti gli altri 10. Nella fortunata ipotesi che abbiate trovato posto per l’auto, finalmente potete entrate nel locale. Il posto: L’osteria è ricavata in un vecchio circolo repubblicano, stile “casa del popolo”. All’ingresso si viene accolti nella sala più piccola, quella destinata ai non fumatori, dove fa bella mostra di sé un bancone da bar probabilmente risalente ai tempi del vecchio circolo (ma perché ai non fumatori tocca la sala più piccola?) Si passa oltre e ci si trova in un ampio salone (dove probabilmente una volta si ballava) che ospita il resto del locale. Nonostante la natura da osteria l’impressione è quasi da posto elegante: sarà il soffitto molto alto, la grande luminosità, gli oggetti d’epoca appesi alle pareti (con tanto di manifesti elettorali del partito repubblicano… effettivamente una volta l’osteria era un circolo). Ma tutto è molto informale: tavoli e sedie di legno, coperto composto da fogli di carta gialla, posate e tipico bicchierino da osteria (di quelli che dentro non ci sta niente e ti tocca riempirli 5 volte per bere un normale bicchiere d’acqua) Cosa si mangia? : > Il menù è un po’ confuso, antipasti, primi e secondi tutti insieme e senza descrizione dei piatti, che a volte non guasterebbe. Questo perché alcune voci sono particolari, tra insalate all’aceto balsamico, formaggi siciliani, bistecche affumicate, primi con i condimenti più disparati. Insomma, le proposte, pur non troppo varie, sono spesso originali e stuzzicanti e praticamente la metà dei piatti varia di giorno in giorno, a seconda dell’umore dello chef…La cameriera infatti ci elenca una parte delle proposte del giorno e ci invita a leggere il resto su di una lavagna appesa alla parete. Va detto che occorre superare una iniziale diffidenza verso certi accostamenti ma una volta che letto il menù, ascoltata la cameriera, letta la lavagnetta si è pronti per ordinare (commento della mia morosa: ”Ma cosa devo ordinare? Io non c’ho capito niente…”). Le proposte sono comunque tutte stuzzicanti. Non mancano naturalmente i piatti legati al territorio e cose più tradizionali, come gli ottimi crostini in apertura e le altrettanto gustose crostate per dessert. Chi ci ha servito: Il personale è adeguato al carattere informale del locale: tutti giovani, non aspettatevi dei vecchietti, magari residuati del vecchio circolo. Il più “anziano” che ho visto avrà avuto 40 anni. E comunque ho riscontrato sempre cordialità e disponibilità nel descrivere i piatti del giorno e quelli fuori menù. Quanto si spende? Sorprendentemente poco. Con meno di venti euro si mangia tranquillamente, se si prende una bottiglia di vino si sta comunque sui 22 euro a testa o poco più. Davvero sorprendenti se si pensa alla varietà ed originalità delle proposte. Mi è piaciuto: Il locale, molto carina l’idea di mantenere l’ambiente da vecchio circolo di paese. E poi l’atmosfera, sospesa tra il l’osteria disimpegnata e tipica ed il posticino un po’ più elegante del solito. Ed i prezzi, assolutamente onesti, per delle proposte anche originali e servite in quantità discretamente abbondanti. Non mi è piaciuto: Ai fumatori è stata destinata la sala più grande, e quando ho prenotato telefonicamente non mi è stato nemmeno chiesto se preferivo un tavolo nella saletta non fumatori. Ed il parcheggio. Se lo trovate pieno (molto probabile) vi tocca parcheggiare lungo la trafficata via Firenze (praticamente impossibile). Il mio giudizio: Gran bel locale, adatto per tutti gli appuntamenti. Si mangia bene e si può scegliere tra cose assolutamente tipiche come piadina ed affettati e cose diverse dal solito (bistecca di maiale affumicata con salsa agrodolce… ed è pure buona) Voto: 8-
By: Klaudio | 15:56
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sabato, 22 novembre 2003
La patata fritta, questa sconosciuta Amici Miei    Osteria con cucina tradizionale e prodotti del territorio Via Roma 9, Montecolombo (RN). Tel. 0541/984456. Aperto solo la sera. Chiuso il lunedì. Consigliata la prenotazione, soprattutto la domenica.
Il piccolo centro di Montecolombo è un po’ sperduto nelle colline riminesi, tuttavia basta seguire le indicazioni per Montescudo e poi per Montecolombo. Due parole sul paese: è un piccolo borgo fortificato con mura Malatestiane, arroccato su di una collinetta. Una volta arrivati non è poi così difficile trovare l’osteria in questione, infatti c’è una sola strada per entrare in paese e ci saranno quattro o cinque luci accese. Una di queste è l’insegna dell’osteria…. Si entra da una porticina e c’è subito una saletta, carina ed accogliente, con 5 o 6 tavoli. Quasi troppo accogliente, ho avuto l’impressione di entrare in casa di qualcuno e disturbare la cena! La cameriera ci viene incontro e ci conduce lungo un corridoio in discesa che porta alla cantinetta, dove altri 4 o 5 tavoli sono posizionati all’interno di nicchie che un tempo ospitavano le botti. La prima impressione è molto positiva, con la cantina in muratura, le piccole candele ai tavoli… Però in fondo alla cantinetta dov’eravamo noi cominciava a sentirsi un certo odore di umidità, che non è il massimo mentre si mangia. E poi le nicchie: favoriscono l’intimità ma sono vivamente sconsigliate a chi soffre di claustrofobia! Insomma, ci accomodiamo e non facciamo in tempo a toglierci i cappotti che la cameriera ci prende subito l’ordinazione di acqua e vino… Va bene la solerzia, ma almeno lasciaci sedere! L’ambiente e quello tipico da osteria, tavoli di legno e panche, coperto composto da tovaglie di carta e piccoli bicchieri da vino (un solo bicchiere. E chi vuole bere anche l’acqua?). Dopo aver letto il menù mi viene il dubbio che sia uno di quei posti dove le porzioni sono inversamente proporzionali all’originalità delle proposte. Invece scopriremo che i piatti, oltre ad essere stuzzicanti e ben presentati, sono anche discretamente abbondanti. I piatti proposti sono tutti nella tradizione romagnola e spesso legati ai prodotti delle colline riminesi e del vicino Montefeltro. Ci sono varie proposte interessanti, soprattutto nei primi (tagliatelle alla lepre, passatelli con la rucola). Ma anche i secondi sono stuzzicanti: spiedini al sesamo, agnello alla contadina e vari stufati e umidi, oltre alla ormai classica tagliata di manzo. Originali i contorni: tortino di patate, pomodorini sott’olio e mozzarella di bufala, zucchini ripieni con besciamella e scamorza. Tutto ottimo, per carità… Solo che se disgraziatamente via azzardate a chiedere delle semplici patate fritte si offendono (della serie: “ma come? Io ti stupisco con la mia arte culinaria e tu, povero idiota, mi chiedi delle volgari patatine?”)… Superate brillantemente queste difficoltà partiamo con crostini misti (non male) e poi passiamo direttamente ai secondi: ottimi i già citati spiedini al sesamo (puramente ornamentale) ed i contorni. Arrivati a questo punto saremmo già pieni ma ci concediamo un assaggio di dolci al cucchiaio (composto da 4 dolci diversi a testa) che satura ogni possibile spazio rimasto nel nostro povero stomaco. La clientela del locale è prevalentemente giovane ed informale, così come la gestione.. forse anche troppo informale… Va bene la filosofia slow food, però lasciar passare una ventina di minuti tra una portata e l’altra… E poi potrebbero evitare di chiederti ogni 10 minuti “Come va? Tutto ok?”. Ma sono cose che si sopportano. Mi ha invece dato molto fastidio il fatto che il proprietario abbia concesso ad alcuni ragazzi del tavolo vicino di poter fumare. Ok, questi l’hanno chiesto molto gentilmente ma potevano interpellare anche noi che eravamo a due metri da loro. E poi il locale è troppo piccolo ed angusto e nel giro di pochi minuti la concentrazione di fumo era divenuta fastidiosa (che ci volete fare, non sono un fumatore, non lo sono mai stato ed anzi più invecchio e più divento intransigente). Il prezzo: con 22 euro a testa si mangia e si beve (vino della casa, non eccezionale. Ma c’è anche una cantina con alcuni vini locali e qualcos’altro di nazionale). Se non ci si accontenta del rosso della casa e si aggiunge una bottiglia di vino si arriva anche sui 25/27 euro, che non è poco per un locale che si definisce osteria. Va detto che non si paga pane e coperto, ormai una eccezione. Mi è piaciuto: Il locale, con l’originale idea della cantine e delle sue nicchie. La cucina, davvero buona ed i prezzi in fin dei conti adeguati. Non mi è piaciuto: Il servizio un po’ lento, nonostante il locale non sia grandissimo. L’odore di chiuso quando si entra nella cantinetta (ma poi ci si abitua…). Giudizio finale:Alla fine devo dire che siamo usciti piuttosto soddisfatti, soprattutto per quello che abbiamo mangiato. Volendo ci si può anche fermare per una romantica passeggiata nella piazzetta del paese e per ammirare il notevole panorama della pianura riminese (a patto che non faccia freddo come la sera di cui vi sto parlando!) Dai, alla fine il voto è un bel 7+.
By: Klaudio | 15:51
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venerdì, 21 novembre 2003
Non so come in futuro riuscirò a conciliare questa mia passione per i ristoranti con la mia forma fisica. Non posso andare avanti così. Mi devo mettere a dieta...
Tuttavia anche la mia morosa dice di essere ingrassata, quindi (sempre secondo lei) non può più permettersi di dirmi che io sono "ciccione".
Magari il futuro non è poi così nero....
(Che poi non è vero che sono grasso, ho solo qualche kiletto in più, questo sì...)
By: Klaudio | 01:01
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